In Marocco ha vinto due titoli nazionali sui 3000 e uno nel cross. Poi, nel 1999, Fatna Maraoui viene a correre in Italia e non la lascia più. Prende la cittadinanza per matrimonio, poi la naturalizzazione. Diventa membro della squadra dell'Esercito e Biella diventa la sua casa, anche grazie alla nascita di due bambini. Ora corre per la nazionale italiana, ma deve ringraziare la sorella maggiore per aver iniziato a correre: "Lei, Rakia, mi ha spinto a farlo, è stata un esempio - spiega Fatna a Newsbiella - qui a Biella mi sono poi trasferita per amore. All'inizio correvo specialità su pista poi negli ultimi anni, dopo un passaggio al cross, mi sono specializzata su distanze più lunghe come le maratone".
Nel 2015, a Valencia, ha realizzato il secondo miglior tempo dell'anno tra le atlete italiane sui 42,195 km e il suo primato personale: 2h30'50". In questo modo riesce a centrare l'obiettivo che la federazione italiana aveva chiesto per partecipare ai Giochi Olimpici di Rio. Al momento, però, Fatna Maraoui non ha ricevuto ancora notizie: "Mi spiace, forse lo meriterei - sottolinea - agli Europei invece dovrei andare alla mezza maratona. In quel caso saremo in sei, forse ci sono maggiori possibilità di essere chiamate. Ai Giochi ci saranno solo tre azzurre...il 2016 è ancora un punto interrogativo". Nel frattempo la mezzofondista di origine marocchina presenta il conto: a maggio, a Torino si è piazzata seconda alla mezza maratona in 1h15'35" e ha vinto la Moonlight Half Marathon che ha condotto in solitaria vincendo in 1h15’00".
Il cambio di allenatore ha permesso a Fatna Maraoui di macinare chilometri con costanza: "In un anno penso di farne circa 180 - dice - ho cambiato radicalmente il modo di correre. Per gare così lunghe conta la testa: se non sei concentrata non ce la farai mai. Nelle maratone si ragiona, si punta al risultato e si cerca di raggiungerlo".
A Biella è arrivata giovane e dopo 16 anni non sente la nostalgia del suo paese d'origine: "Qui mi trovo bene, ovviamente rispetto al Marocco è tutto un altro modo di vivere, di pensare. Ma credo di aver portato con me l'abitudine a raggiungere certi obiettivi".
"L'Olimpiade? Sarebbe la ciliegina sulla torta, è il sogno di tutti - afferma - partecipare poi con la maglia azzurra sarebbe un ulteriore onore che vorrei ricompensare...".