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COSTUME E SOCIETÀ | 11 giugno 2016, 07:00

Esperti europei di vino nel biellese: "Grandi qualità, serve marketing" FOTOGALLERY

Esperti europei di vino nel biellese: "Grandi qualità, serve marketing" FOTOGALLERY

"Il territorio è molto interessante, avete ottimi prodotti. Ma manca la promozione". A dirlo sono i giornalisti stranieri del settore vinicolo che hanno visitato nei giorni scorsi i vigneti della Provincia per il Presstour organizzato dall'Associazione Colline Biellesi a cui hanno aderito 26 produttori.

I cronisti, gli inglesi Quentin Sadler e Simon Reilly, l'olandese Ronald de Groot, la russa Irina Kutkovskaja, la polacca Izabela Kaminska e l'organizzatore del tour, l'olandese Paul Balke, hanno spiegato in chiusura della due giorni tra la Provincia di Biella e il canavese, che bisognerà lavorare maggiormente per accogliere turisti provenienti da diversi paesi europei. Per fare wine tourism bisogna avere la collaborazione tra produttori e ristoranti, creando una rete di siti internet in lingua inglese, con informazioni e spiegazioni del territorio. 

Basti pensare che esperti che lavorano già da 32 anni nel mondo del vino non conoscono ancora la zona e le sue specialità. Il territorio, secondo i giornalisti stranieri giunti poi al Golf Club di Cavaglià per la degustazione finale di circa 40 vini locali, produce bianchi e rossi di grande personalità. Ma per poterli vendere c'è bisogno di spiegarli e comunicarli.

Tra i vini più apprezzati il Lessona, l'Erbaluce e i vari Brut. L'organizzatore Paul Balke, autore del libro Piemonte Wine and Travel Atlas, spiega a Newsbiella il suo rapporto con il vino, in particolare quello prodotto tra i vigneti della Regione: "La passione è nata molti anni fa quando per caso ho incontrato il mondo del vino. Anche per questo motivo sono stato importatore di vino in Olanda e ho scritto libri. Poi tramite Piemonte Wine and Travel Atlas ho conosciuto il Piemonte ed è logico che ci si appassioni. Per un olandese è facile, perchè il Piemonte è davvero molto affascinante". 

Il territorio di Biella, secondo lui, è conosciuto in modo superficiale: "Ma adesso ho incontrato il gruppo di produttori che sta lavorando con molta passione per far conoscere il territorio e i suoi vini, è una cosa bellissima. Anni fa avevo visitato le Tenute Sella a Lessona. Per fortuna stanno crescendo iniziative molto belle e questo non può far altro che aiutare tutto il territorio".

"Credo che il vino biellese abbia un buon futuro - prosegue Balke - il vino Lessona DOC, ad esempio è di altissimo livello, fa parte del patrimonio di grandi nebbioli. Mi piacciono anche il Bramaterra e il Centovigne". Qualcosa da cambiare, però, c'è: "Non dobbiamo dimenticare che il sistema DOC, che è considerato importante in Italia, all'estero non viene capito. Nessuno in Olanda o in altri paesi del Nord Europa va cercare un DOC. Piuttosto va al negozio e chiede un buon vino italiano, e si fida della competenza del venditore che spiega che quell'etichetta con un nome mai sentito rappresenta un vino buono. Non possiamo aspettare che un consumatore straniero conosca i vari DOC. Non è cosi. Si fida del venditore che sceglie il vino per lui. Nonostante questo credo che il Lessona DOC dovrebbe essere più conosciuto, anche in Italia, perchè ogni vendita inizia con una conoscenza e se non esiste conoscenza non arriva la richiesta per un prodotto".

Biella può attrarre turismo attraverso il vino? "Assolutamente si - dice - c'è molto da vedere. Stanno arrivando in questi anni tantissimi olandesi in Piemonte. Infatti ho già fatto molta promozione organizzando negli anni scorsi circa 200 serate dedicate alla Regione. Ma non so se per un olandese il territorio di Biella basta per una intera vacanza. Certo che un soggiorno di un paio di giorni per visitare le zone vinicole, la città di Biella, Candelo e le montagne vanno benissimo".

Su Piemonte, Wine and Travel Atlas dice che è un libro "nato su richiesta di una piccola casa editrice olandese che pero voleva fare un libretto troppo piccolo. Poi ho detto che il Piemonte merita di più e cosi è nato questo volume di 256 pagine pieno di foto. Trovo il Piemonte davvero un territorio unico, quasi un paese separato dentro l'Italia dove c'è tantissimo da scoprire. Non solo una grande viticoltura, ma anche cultura, arte, storia e un paesaggio stupendo. Continuo a scrivere di Piemonte: sul mio sito paulbalke.com è possibile leggere nuovi articoli".

In chiusura il vino più buono che ha mai assaggiato? "Difficile da dire, ma il Barolo è comunque tra i miei vini preferiti. Ma anche altri Nebbioli, come quelli del Nord Piemonte come Lessona e Gattinara. Il Bramaterra lo trovo sempre particolare: è difficilissimo trovare una bottiglia, ma quando ne trovi uno è sempre molto buono".

l.l.

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