Se parli di Claudio Canatone, nel biellese, pensi subito all'atletica, alla corsa, alla competizione. Oggi è un runner fiero del suo passato e di un presente che lo vede sempre protagonista nel ruolo di promotore del circuito Gran Prix delle non competitive. Un palmares di tutto rispetto fatto di 130 vittorie, del titolo italiano sm50 sui 3000 siepi, di primati personali ricordati con assoluta precisione: 32'07" nei 10mila, 9'54" nelle siepi, 1h10 nella mezza maratona e 15'34" nei 5000. Poi la maratona, che ha corso in 2h31" a Cesano Boscone, giorno che non dimenticherà mai.
A Newsbiella ricorda i suoi inizi: "Già quando avevo 10 e 11 anni correvo in Csi, bene o male qualche dote ce l'avevo. Dopo il terzo posto ai regionali di campestre, però, il calcio ha preso il sopravvento. Ho giocato nella Biellese, negli Allievi, poi a Vigliano e Bioglio, fino a quando ho fatto il militare. Dopo essermi sposato ho ricominciato a correre. La mia prima corsa nel giugno 1978 a Occhieppo Inferiore: primo ero nel Gs Sobrano, poi ho fondato la Podistica Biellese di cui sono stato presidente per 20 anni. Poi ho detto basta e cominciato a pensare un po' di più a me stesso". Quindi Ugb, Cedas Lancia e Atletica Candelo, in cui milita tuttora. Claudio Canatone è diventato patron del Gran Prix delle non competitive: "Questo è il terzo anno di fondazione - afferma - attualmente siamo a 38 gare e vedo che la cosa sta andando alla grande. Facendo un rapido calcolo sono almeno 2100 le persone che hanno partecipato e calcolando che il calendario è pieno di corse, direi che sono grandi numeri. Alle spalle sembra che ci sia un business ma in realtà non è così, nessuno può immaginare quanto tempo serva per organizzare tutto al meglio".
Claudio si ritiene sempre un agonista. Corre e si diverte. Da tre anni, inoltre, allena per passione ragazzi e ragazze che si affidano alla sua esperienza. Da Valentina Menonna a Fatna Maraoui, dispensa consigli e preparazioni per le gare: "Al giorno d'oggi sono tutti coach - sottolinea - vedo gente che non ha esperienza che si mette ad allenare come se nulla fosse...prima di tutto devi conoscere la persona, è questo l'impegno più grosso per guidarli a migliorare. Dove può arrivare non lo si può sapere, comunque devi sviluppare l'atleta e capire cosa non funziona. Non ci sono segreti, cerco solo di fare allenamenti sempre diversi perchè è fondamentale cambiare spesso".