Riceviamo e pubblichiamo:
"Siamo a fine anno: uno strano (ma in verità significativo) silenzio sembra caduto sulla vita (?) dell’areoclub di Verrone, ad oggi ‘impropriamente’ definito “aeroporto”. Sono ormai mesi che i dirigenti ed il Presidente giurano di aver trovato una soluzione, indicata addirittura nei vari passaggi giuridici ed esecutivi. Io lo debbo confessare: sepolto dalle stupidaggini che ho sentito nel corso degli anni, con soci che fingevano di crederci, salvo, a fine assemblea, la confessione di molti di essi che mi dicevano a voce bassa che condividevano le bordate polemiche che scrivevo sui giornali e proponevo oralmente nell’assemblea dei soci. Ora, invece, si apprende, dai giornali, che la società Ava S.p.A., che gestisce l’aeroporto Clemente Pasero di Albenga, ha effettivamente risolto tutti i suoi problemi recandosi dal Notaio a sottoscrivere l’atto con il quale gli enti pubblici hanno provveduto a cedere le azioni ad una interessante “new company” con idee, pare, molto chiare.
Ma i presupposti sono seri e sono collegati al fatto che da diversi mesi in prossimità dell’aeroporto del Panero opera la Piaggio Aerospace, che opera con la produzione di aerei. Tutto, così, sembra avere un senso: vi sono concreti presupposti per immaginare che la nuova società possa muoversi con successo: e dunque la struttura sembra essere salva e gli enti pubblici si sono scaricati di un peso che non riuscivano e gestire. Proprio in occasione della definizione della sorte di questo aeroporto ligure, è lecito chiedere a che punto siamo a Verrone?".
Un socio di Sace S.p.A.
Sandro Delmastro delle Vedove