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ATTUALITÀ | 25 marzo 2015, 09:53

I nativi digitali alle prese con la gerontocrazia

Incontro quaresimale con il teologo monsignor Armando Mattei

Monsignor Armando Matteo

Monsignor Armando Matteo

Cosa vuol dire essere giovani oggi? I nativi digitali che vivono tra “amici” con nuovi miti da Harry Potter al Signore degli anelli... cosa chiedono a noi adulti? Cosa sappiamo trasmettergli? E cosa chiedono in vista del Convegno eucaristico nazionale agli adulti cristiani?

Ecco alcuni degli interrogativi a cui lunedì sera ha risposto monsignor Armando Matteo, teologo e responsabile per anni della Fuci nell'ultimo dei tre incontri quaresimali proposti in cattedrale. Con riflessioni, dati statistici e battute piene di “verve”  monsignor Matteo ha fotografato la nostra società gerontocratica in cui i giovani (tra i 15 e i 34 anni) sono relegati in una “periferia esistenziale”  perché gli adulti non vogliono invecchiare  e fanno dell'eterna giovinezza la passione  che dà senso alla loro vita come dimostrano ad esempio  i guadagni del settore della cosmetica (per creme anti-age, tinte per capelli, prodotti contro la calvizie) o l'attenzione alla forma fisica e alla prestanza sessuale (siamo la generazione del viagra).

Così per gli adulti la ricerca della felicità non passa attraverso la fede e la religione. I giovani dicono che raramente pregano in famiglia o vedono i genitori pregare (se non magari i papà nelle finali di Champions League...). Sappiamo solo criticare i giovani, ma  la sofferenza del loro stato è innegabile: sempre più  non studiano e non lavorano, oppure il primo lavoro non è quasi mai collegato al tipo lo di studio o alla laurea conseguito, restano precari, disoccupati a vita, non hanno autonomia  economica.

E ancora: il primo figlio si fa a 32 anni, si esce sempre più tardi di casa... "Purtroppo- per l'esperto - quando il futuro non parla ai giovani, l'energia vitale implode al loro interno ed ecco la ricerca dello sballo, l'aumento dell'abuso di alcool, l'incremento recente del 400%  dei suicidi giovanili". Eppure ci sono ancora elementi positivi: il desiderio di vivere in comunità e avere tanti amici con cui condividere le emozioni  come su Facebook, una nuova sensibilità ecologica espressa con  la fotografia i ”selfie”  su sfondi naturali, la loro “immersione” nella musica che può dare il ritmo della vita, il senso della festa,  l'attenzione a modelli di adulti  credibili come don Pino Puglisi, madre Teresa o come i personaggi letterari che sappiano  insegnare  i valori della vita e della morte. La richiesta dei giovani anche alla Chiesa allora forse è proprio una: “Fate crescere mamma e papà”. 

Annalisa Bertuzzi

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