I giudizi su Torino si sono rincorsi per tutta l'estate, ma il risultato finale di questa free agency ci consegna una Manital Torino molto rinforzata e pronta a ricominciare dal blackout di gara 5 al PalaTrento in cui in 8 minuti sperperò una stagione intera. La squadra riparte da Luca Bechi, che ha la grandissima occasione di rigenerarsi e rilanciarsi nell'aria piemontese che gli ha consegnato i giorni migliori come allenatore, mentre il roster allestito fa veramente impressione: un quintetto opzionale con 5 italiani di serie superiore (Giachetti, Gergati, Rosselli, Mancinelli, Amoroso) è un biglietto da visita ben decorato, ma tutto il contorno è della stessa identica pasta.
Fantoni arriva per continuare a garantire solidità e punti nel verniciato, poi arrivano i due americani: il rookie Davion Berry è un realizzatore di straordinaria continuità (sempre in doppia cifra nella stagione collegiale tranne che in due gare e sempre a segno dall'arco con almeno una tripla tranne che in due gare), ma non solo: cattura rimbalzi, distribuisce assist e si rende utile su tutti i fronti, in pratica un potenziale giocatore di sistema di alto livello. Ron Lewis lo scorso anno ha disputato invece un'onesta stagione a Brindisi.
Se dovessimo trovare una mancanza a questa squadra potremmo considerarla poco intimidatoria, ma dalle parti del PalaRuffini non si vede altro che la serie A la prossima stagione. Un risultato pari o inferiore a quello della scorsa stagione potrà essere considerato insoddisfacente.