E’ finito con una piccola colluttazione il tentativo di truffa ai danni della mamma del sindaco di Zimone Piergiorgio Givonetti. Coinvolto anche il primo cittadino che ieri si trovava nell’abitazione della madre per farle visita. Nel primo pomeriggio hanno suonato alla porta due uomini presentandosi come venditori di un’azienda che produce materassi e coperte. “Hanno detto a mia madre che aveva diritto ad uno sconto avendo risposto ad una telefonata fatta dal loro call-center alcuni giorni prima” spiega Givonetti. “Purtroppo prima che potessi intervenire, mia madre li ha fatti entrare”.
I due si sono accomodati all’interno dell’abitazione e hanno iniziato a proporre alcuni prodotti. “Abbiamo fatto subito presente che non avremmo acquistato nulla” prosegue il sindaco. “Poi uno dei due ha detto che in alternativa avremmo potuto accettare di rottamare una poltrona che mia madre ha in casa e che è stata acquistata ben venticinque anni fa. Ci hanno proposto uno sconto e una poltrona nuova e a quel punto, ho capito che si trattava di una truffa”.
Il sindaco ha quindi invitato i due uomini ad uscire dall’abitazione. “Il più giovane si è alzato ed è uscito. Il secondo uomo invece si è rifiutato di alzarsi ed ha iniziato a urlare e insultarmi”. Givonetti ha così deciso di accompagnare fuori il rappresentante. “Dopo qualche minuto si è alzato ed è uscito ma non senza problemi. Appena fuori dalla porta di casa mi ha colpito con un pugno e si è dileguato”. Il sindaco ha richiesto subito richiesto l’intervento dei carabinieri che hanno raggiunto l’abitazione e, grazie alle descrizioni, identificato l’aggressore. Si tratta di M.M. del 1975, residente a Roppolo .
“Io sto bene ma mia madre è davvero spaventata. Sicuramente si tratta di due truffatori che chissà cosa avrebbero potuto fare se non fossi stato presente. Mi auguro che i Carabinieri facciano chiarezza su quanto è accaduto il prima possibile”.