Quando sai di avere trovato la tua strada, pensi che la vita tua vita possa essere come una linea retta. Un passo dopo l’altro, regolare fino a raggiungere il tuoi obiettivi, ma le sorprese del destino sono dietro l’angolo; bastano pochi decimi di secondo e tutti i tuoi progetti crollano all’improvviso e dopo i primi attimi di sgomento decidi cosa sarà di te: o rivoluzioni completamente la tua vita o cerchi il modo di rientrare in carreggiata.
E’ quello che è accaduto a Edoardo Barbieri, un ragazzo di 15 anni con una grande passione, quella per l’equitazione, talmente grande che, neppure un incidente che gli ha fatto perdere l’uso del braccio sinistro, l'ha spenta. È tornato a montare il suo cavallo Pannocchia e a gareggiare. Edoardo, il “gatto” per i suoi compagni di allenamento, ha iniziato a cavalcare i pony da piccolo, a 10 anni. Il suo primo compagno di viaggio è stato Baby Cristal, una femmina: “Con Baby mi sono fatto le ossa con le prime gare nelle tre discipline dressage, salto e cross”. Poi Edoardo è cresciuto e Baby non ha più potuto rispondere alle esigenze fisiche dell’allora 14enne che ha dovuto cercare un altro cavallo. “Ho provato a montarne alcuni, ma con nessuno sono riuscito a trovare quel feeling quasi simbiotico che ci deve essere tra cavallo e cavaliere. Fino a quando ho incontrato Pannocchia”. A questo punto lo sguardo di Edoardo si illumina: “la prima volta che ci siamo visti, ha subito sbuffato e soffiato e in un certo senso avevo un po’di timore, ma il suo proprietario mi ha detto di stare tranquillo”.
Messe da parte tutte le paure Edoardo è salito in sella per la prima volta all’animale. “Come l’ho montato ho capito che era lui il cavallo che stavo cercando. Abbiamo subito eseguito un percorso da cross e ho cavalcato ad un livello molto più alto rispetto al mio standard abituale, il merito era tutto di Pannocchia che sapeva correggermi laddove sbagliavo”. Edoardo abbassa gli occhi e sorridente chiarisce: “E’ un cavallo che fa lo sbruffone, ma in realtà ha un cuore d’oro. E’ anche molto vanitoso ed è convinto di essere il più bello di tutti”.
Gli allenamenti e le gare per la nuova coppia sono proseguiti regolarmente fino al 3 luglio scorso. Edoardo abita a Biella e si allena al Centro equestre di Mottalciata, dove sta Pannocchia. L’estate era un periodo magico per il quindicenne che arrivava al maneggio al mattino per allenarsi e stare con il suo fedele amico, per tornare a casa la sera, verso l’ora di cena a bordo del suo scooter, che i genitori gli avevano comprato per essere più indipendente. “Erano da poco passate le 19 e mi trovavo in via per Candelo, nei pressi di una curva a destra delimitata da un piccolo muretto, ho guardato per pochi attimi lo specchietto retrovisore e senza che potessi fare nulla sono caduto andando a sbattere la spalla sinistra e il collo contro un paracarro”.
Nel violentissimo impatto Edoardo si è rotto la spalla, ma soprattutto lacerato in maniera irreparabile i nervi che controllano il movimento del braccio sinistro. Le due settimane passate dal ragazzo in ospedale sono state durissime: “E’ stata la settimana più brutta di tutta la mia vita. Il dolore era devastante, così come la preoccupazione del mio futuro, che fino a quel giorno avevo visto come un percorso già scritto: avrei finito la scuola, sarei entrato in un corpo militare e gareggiato con il mio cavallo. Dopo aver fatto esperienza come atleta sarei diventato istruttore”. In quella settimana il giovane ha però scoperto anche quanto fossero importanti gli amici: “Ogni giorno, a turno i ragazzi che vengono con me al maneggio arrivavano in ospedale a farmi compagnia. E’ stato bellissimo capire quanto mi volessero bene”.
Da quel giorno la strada è stata tutta in salita. A un mese dall’incidente è riuscito a vedere Pannocchia che inizialmente sembrava “offeso”, perché il suo compagno era sparito da un giorno all’altro. A ottobre Edoardo è stato operato: un delicato intervento chirurgico, mai sperimentato in Europa, per ridargli il parziale uso del braccio. Due mesi dopo è salito nuovamente in sella al suo cavallo: ”i miei genitori erano contrari, ma io dopo cinque mesi volevo rimontare Pannocchia e sono riuscito a convincergli. Tutti pensavano che avrei solo fatto una passeggiatina, invece ho subito trottato, passata un’ora mi sentivo le gambe a pezzi perché ero fuori allenamento, ma anche con un solo braccio riuscivo a farcela. In seguito ho galoppato e saltato”. Da lì Edoardo ha iniziato i regolari allenamenti quattro volte a settimane e domenica scorsa ha nuovamente gareggiato. Lui e Pannocchia si sono piazzati sesti con un percorso netto. Le difficoltà per il giovane non finiscono qui, infatti, viste le sue attuali condizioni la Fisp, Federazione Italiana Sport Equestri deve valutare se Edoardo potrà continuare a gareggiare come atleta normodotato. La sua istruttrice Marilia Vittone rappresentante tecnico del Centro equestre di Mottalciata è fiduciosa: “il ragazzo non ha alcun vantaggio, anzi è uno sportivo che gareggia senza il supporto di un braccio. Per le gare di salto e cross non dovrebbero esserci problemi a priori. Alcune obiezioni potrebbero arrivare per il dressage, perché alcune figure necessitano l’utilizzo delle due mani”.
Intanto Edoardo prosegue gli allenamenti con Pannocchia, grazie all’aiuto dei suoi amici che lo aiutano a sellare il cavallo: “non sono ancora del tutto indipendente. Spero, con la fisioterapia, di riuscire a recuperare parte della mobilità nei prossimi mesi”. E ridendo conclude “per ora sono costretto a “schiavizzare” i miei compagni. Per fortuna mi vogliono bene e lo fanno volentieri”.