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ATTUALITÀ | 15 marzo 2014, 08:12

I tecnici non convincono chi si oppone al pirogassificatore

Assemblea pubblica molto partecipata ieri sera ad Andorno. Tanti gli interventi a sostegno dell'impianto ma i presenti hanno ribadito il loro no al progetto

In tanti hanno partecipato ieri all'assemblea pubblica

In tanti hanno partecipato ieri all'assemblea pubblica

Gli abitanti di Andorno Micca non vogliono il pirogassificatore. Non sono loro bastate le rassicurazioni fornite dai tecnici durante l’incontro di ieri sera al polivalente di Andorno Micca; le centinaia di persone presenti hanno detto no. "Non vogliamo mettere a rischio la nostra salute e trasformare la Valle Cervo in un luogo fantasma, vittima del disboscamento selvaggio" hanno spiegato chiaramente. Inoltre in molti non credono alle rassicurazioni sul futuro dell'impianto. Temono che, esaurito il legno, il macchinario verrà alimentato con rifiuti o con altre biomasse, diventando un vero e proprio inceneritore; con un processo chimico diverso, ma con conseguenze altrettanto devastanti.  

Le motivazioni principali che hanno portato all'avvio del progetto per il termoreattore sono state spiegate in maniera minuziosa da Costante Giacobbe, tecnico agrario e membro del tavolo di lavoro per la formazione della comunità forestale,  cioè l’ente che nel prossimo futuro dovrà fornire la legna da ardere all’azienda proprietaria del pirogassificatore. Si tratterebbe secondo Giacobbe di tenere in ordine i boschi della Valle e procedere con una vera e propria pianificazione forestale per ottenere fondi europei. L’ingegner Renato Bertolussi ha invece tentato di spiegare  il funzionamento del termoreattore, cercando di rassicurare i presenti sul fatto che anche in futuro che sarà in grado di bruciare solamente legna e non come tutti temono rifiuti e altri materiali dannosi.  

Gaetano Stevanin in rappresentanza della Provincia e Bruno Barbera con il collega  Gianfranco Piancone dell’Arpa di Biella, hanno chiarito che verranno rispettati tutti i termini di legge garantiti e che le polveri emesse saranno di 37 mg per metro cubo all’ora, meno di quanto ne produce una stufa a legna. Luca Sala e Maurizio Bacchi dell’Asl di Biella hanno invece proposto un approfondimento sulla valutazione dell'impatto che l'impianto avrà sulla salute degli abitanti, creando un gruppo di lavoro.

Tutti gli interventi sono stati però spesso interrotti dalla platea e per due volte Graziano Piana ha dovuto riportare la calma,  dimostrando di essere il vero punto di riferimento per gli andornesi che sono contro la costruzione della struttura.  Il medico ha poi preso lui stesso la parola motivando la ragione principale del no al pirogassificatore: il rischio di riscontrare nanopatologie. Infatti, non vi sono strumenti in grado di rilevare polveri sottili inferiori a pm2,5; queste conterrebbero nanoparticelle che rischiano di intaccare il nucleo delle cellule, dando inizio a patologie tumorali. Altri membri del comitato si sono susseguiti sul palco  tra cui Barbara Acquadro, Francesco Tiboldo e Fausto Forgnone, che con fervore hanno rappresentato l’umore degli abitanti della Valle Cervo, che oltre a temere per la loro salute sono preoccupati anche delle conseguenze ambientali per tutta la zona.

A salire sul palco e a porre domande oltre a molti cittadini anche l’ex presidente della provincia Orazio Scanzio che ha sottolineato che è necessario stilare un modello matematico per capire il reale impatto ambientale della struttura e che non bisogna tenere conto solo dei gas emessi, ma anche dell’inquinamento creato dai mezzi che trasporteranno il legno da ardere, l’acqua utilizzata e come smaltire le scorie prodotte dalla pirolisi. In chiusura il comitato ha voluto ribadire che anche se le valutazioni fossero favorevoli all’installazione del pirogassificatore, loro saranno sempre contrari.

Elena Lovero

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