E' proseguito oggi in tribunale il processo a carico di Massimo Guabello e di due abitanti di Mongrando, accusati di falsa testimonianza. La vicenda ruota attorno a un immobile del paese, in località Curanuova, finito all'asta. Acquisito da un appartenente alle Fiamme Gialle, questo se l'era visto soffiare, dopo che l'ex sindaco ed ex dirigente dell'Atap, insieme agli altri due indagati, aveva confermato al giudice civile che sul piano terreno un suo familiare vantava un usucapione.
La controparte non si era arresa, aveva presentato un esposto in Procura e ottenuto per il terzetto il rinvio a giudizio per aver testimoniato il falso. Stamattina hanno reso dichiarazioni gli ex proprietari della palazzina di tre piani. E' emerso che al piano terreno fino al 1980 c'era un negozio di merceria di proprietà delle zie della moglie di Guabello. Partita la ristrutturazione, l'immobile era stato trasformato e il negozio era sparito. Dentro la stanza, però, erano rimasti un bancone di legno e delle scatole con dentro carta straccia, delle ex affittuarie. Le chiavi per entrare, inoltre, erano affidate alla moglie dell'ex sindaco, solo quando i proprietari erano assenti. Cadrebbe quindi il discorso dell'usucapione acquisito, come affermato davanti al giudice civile dagli imputati, confermando l'accusa nei loro confronti. Si torna in aula il 29 maggio, per sentire i testi della difesa.