SPORT - 17 gennaio 2014, 20:33

Basket - Soragna e Raspino, capitani a confronto

Intervista doppia alle bandiere (di ieri e di oggi) dell'Angelico

La storia tra Matteo Soragna e di Pallacanestro Biella è di quelle da raccontare ai posteri: l’ex numero 7 e capitano rossoblù è stata la bandiera più alta nella storia dei rossoblù, leader di tante battaglie, con oltre 200 presenze e 2.000 punti realizzati in serie A, in maglia Lauretana prima e Angelico poi. Domenica alle 18 Soragna tornerà al Forum da grande ex e c’è da scommettere che proverà a fare uno sgambetto ai suoi ex compagni. La stagione di Soragna (capitano anche a Capo D’Orlando dopo esserlo stato di Biella, Treviso e della Nazionale Italiana) è iniziata in salita, anche a causa di una condizione fisica mai ottimale. Nell’ultimo periodo però, l’ala di coach Gianmarco Pozzecco sembra aver chiuso in un cassetto la carta d’identità (38 anni appena compiuti) e aver ritrovato lo smalto del tempi migliori: nelle ultime tre partite (tutte vinte contro Jesi, Imola e Brescia) ha viaggiato a 12 punti, 4 rimbalzi, 5 assist di media, con 10/19 al tiro e 12/12 dalla lunetta, restando sul parquet 28’ di media.

Matteo, che accoglienza ti aspetti domenica dal Forum e dai tuoi ex tifosi?
"Non capisco questa preoccupazione riguardo la mia accoglienza. A Biella sono sempre stato bene e ho dato tutto ogni singolo allenamento e partita. Se io mi basassi solo sull’ultima stagione sarei uno sciocco, nella mia mente sono ben vivi i bei ricordi di tanti anni".

Capo D’Orlando è partita con tre sconfitte, ma poi ne ha perse solo due nelle successive 13. Vi sentite candidati alla promozione?
"Logicamente abbiamo voglia di fare bene, come tante altre squadre in questo campionato, nel quale la competizione è fortissima e le concorrenti sono agguerrite e numerose. La società ha voglia di divertirsi e far divertire il pubblico, senza l’assillo del risultato ad ogni costo".

Hai avuto un inizio di stagione difficile, tanto che qualcuno diceva fossi alla frutta, poi ti sei ripreso. Mai avuto il dubbio che fosse ora di smettere?
"La cosa importante era stare bene fisicamente dopo la scorsa stagione, nella quale a causa di una serie di infortuni avevo perso forma fisica, ritmo e confidenza con le partite. Durante il recupero sono stato molto attento a rispettare i tempi e ora le cose stanno andando bene. Da quei momento in poi spero di fare ancora meglio".

Parliamo di Biella, che probabilmente vi ritroverete contro nella semifinale di coppa. Stupito dai risultati della squadra di Corbani?
"Già all’andata si era capito che Biella aveva qualità importanti, bel gioco e grande energia. Sono stati concreti fin dall’inizio e hanno un fattore campo importante, con il palazzo sempre pronto a interagire con la squadra. Noi dovremo essere bravi a far sì che non si inneschi il loro entusiasmo".

Da un capitano all’altro. Raspino sta raccogliendo al meglio la tua eredità lasciata. Pensi che possa ripercorrere la tua brillante carriera?
"A livello fisico è certamente superiore a quello che ero io e in questa stagione sta giocando molto e bene. Si merita le soddisfazioni che sta avendo, perché è un ragazzo umile che lavora duro, ha passione e vuole arrivare. Ha tutte le qualità che servono per diventare un giocatore importante".

Un messaggio ai tifosi rossoblù…
“Sento che non sarà una partita come le altre: quando tornai per la prima volta a Biella da avversario con la maglia di Treviso provai sensazioni stupende. Domenica sarò contento di rivedere tante persone. Sarà una sensazione strana che però ho voglia di vivere”.

Quando la scorsa estate Tommaso Raspino ha raccolto l’eredità di capitano da un monumento della storia di Pallacanestro Biella come Matteo Soragna, dentro di sé covava una voglia di rivincita pari al suo inaffondabile orgoglio. Cinque mesi e 16 partite dopo quei giorni, di rivincite Raspino se n’è già prese molte, anima e cuore di un Angelico capace di chiudere sorprendentemente al secondo posto il girone d’andata, qualificandosi alle final six di coppa. Il contributo del capitano va al di là delle pur eccellenti cifre messe assieme finora (10.3 punti, 4 rimbalzi e 2 assist di media): spesso Tommaso è stato l’agente speciale usato da coach Corbani per prendersi cura dell’attaccante avversario più pericoloso e molte volte ne è uscito vincitore. Nella debacle di Veroli, da vero capitano, Raspino è stato l’ultimo ad arrendersi, chiudendo con 16 punti in 32 minuti. Domenica contro Capo D’Orlando si troverà di fronte il suo ex capitano Matteo Soragna.

Tommaso, domenica affrontate Capo D’Orlando e Matteo Soragna, uno stimolo in più per conquistare la vittoria.
"Già all’andata lo è stato ed è andato bene. Abbiamo bisogno di due punti dopo la batosta di Veroli, anche perché poi ci aspettano due trasferte toste come Torino e Napoli. Personalmente sarà una sfida particolare e al tempo stesso motivante, Soragna è stato non solo un ottimo compagno ma per tanti anni il capitano della mia squadra".

Come si può interpretare il ko di Veroli. Forse inconsciamente avevate un po’ la pancia piena?
"Può darsi ci sia stata un minimo di differenza di motivazioni tra noi e loro. Per Veroli era una specie di rivincita nei nostri confronti, dopo essere stati esclusi per la classifica avulsa dalle final six. Di sicuro non siamo stati pronti come al solito e la partita si è subito incanalata sui loro binari. La vittoria contro Trento ha gasato tutti, forse troppo. Coach Corbani giustamente ci ha detto che dobbiamo restare con i piedi per terra".

Parliamo di rivincite. In questa stagione te ne sei prese già parecchie. Quali sono nella sua testa e nelle sue speranze gli obiettivi da qui alla fine?
"Anzitutto non dobbiamo mai dimenticare la nostra dimensione: siamo partiti per salvarci con tranquillità e per crescere strada facendo, poi i risultati ottenuti ci hanno fatto capire che potevamo essere competitivi. È normale che ora si parli di play off, ma non è il momento di pensarci, perché si rischia di perdere quella motivazione extra indispensabile per vincere. Dobbiamo mantenere la fame di inizio stagione e giocare ogni partita come una finale, altrimenti rischiamo brutte figure contro squadre e giocatori più esperti di noi".

Le tue cifre finora sono state molto buone. Dove pensi di poter e dover crescere ancora per essere un giocatore da serie A?
"La cosa che ho capito è che non bisogna voler fare tutto alla perfezione. In campo devi sempre riuscire a essere efficace in ciò che serve alla squadra. La serie A rappresenta un livello decisamente superiore rispetto alla DNA Gold, io lavorerò ogni giorno per avere l’opportunità di dimostrare che posso farcela, consapevole che la Gold in questo momento è il campionato giusto per me".

Alla tua età Soragna iniziava la parabola ascendente della sua carriera. Alla Nazionale ci hai mai pensato (Raspino fu capitano dell’under 20 azzurra nel 2009)?
"Per ora è un sogno nel cassetto ed è l’obiettivo di tutti i giocatori che vogliono giocare ad alto livello. Chi ha provato le emozioni di indossare la maglia della Nazionale non può non ritrovarle. Lavorerò sodo per meritarmi una chiamata, conscio del fatto che nel mio ruolo al momento ci sono tanti giocatori forti".

Un messaggio ai vostri tifosi in vista del girone di ritorno.
"Ai tifosi certamente non possiamo chiedere di più di quanto hanno dato finora: si sono dimostrati ogni domenica una tifoseria da serie A. Non era scontato, specie dopo un anno difficile come quello passato, una dimostrazione in più di come la passione a Biella non conosca categoria".  

Emile Martano