SPORT - 24 dicembre 2013, 17:28

Dimezzati i fondi per i Giochi Sportivi Studenteschi

Chiara Sperotto : "Situazione insostenibile, si va verso la morte dell'attività sportiva scolastica"

Ragazzi del Bona che hanno partecipato ai giochi studenteschi

Gli antichi latini dicevano “Mens sana in corpore sano”, un proverbio che evidentemente il Governo e le istituzioni italiane continuano a ignorare. La scuola e in particolare l'educazione fisica troveranno infatti sotto l'albero di Natale uno sgradito regalo: i fondi per l’avviamento alla pratica sportiva e alla disputa dei Giochi Sportivi Studenteschi, necessari per pagare le ore extra curricolari dei docenti, diventeranno 20 milioni di euro, contro i 40 di un anno fa e i 60 del 2011. A rimetterci sono come sempre gli studenti, ai quali rischia di essere negato uno dei diritti fondamentali che il sistema scolastico dovrebbe garantire, quello della pratica sportiva, non intesa come agonismo ma come libera espressione di sé. 

“Non c’è educazione senza educazione fisica”. Questo il grido d’allarme lanciato pochi giorni fa dal “Capdi”, la confederazione dei diplomati Isef e laureati in scienze motorie. A far scattare l’allarme è stata l’ennesima tegola ai danni dell’educazione fisica e motoria nella scuola. I coordinatori degli uffici regionali e territoriali di educazione fisica, tra i quali la dottoressa Chiara Sperotto dell’ufficio di Biella, si sono riuniti giovedì 12 a Milano, lanciando l’ennesimo disperato appello: "La situazione è insostenibile, di questo passo si andrà verso la morte dell’attività sportiva scolastica". Un problema culturale, sul quale da decenni ci si interroga senza mai approdare a una soluzione. Intanto sono iniziate le prime mobilitazioni, come quella avvenuta a Frosinone, dove i docenti hanno minacciato di limitarsi a effettuare solo le fasi provinciali dei Giochi Sportivi Studenteschi, rinunciando alle successive Regionali e Nazionali.

E a Biella? La situazione della nostra provincia è illustrata dalla coordinatrice Chiara Sperotto: "C’è stata una riunione che ha coinvolto i docenti della provincia una decina di giorni fa. Ci siamo dati appuntamento al 15 gennaio per decidere il da farsi. Giochi sportivi studenteschi a rischio? Spero di no. Ci sono diverse proposte sul piatto, di sicuro proveremo a garantire almeno le fasi provinciali".

A essere penalizzati maggiormente saranno quegli studenti che per scelta o per mancanza di possibilità non praticano attività sportive al di fuori della scuola. L’ennesimo disservizio di un sistema che si dimostra sempre più arretrato. Sul taglio ai contributi c’è pure il rischio di una battaglia tra poveri. I soldi del Mof (miglioramento offerta formativa), quelli da dove attinge l’educazione fisica, serviranno per pagare gli scatti di anzianità dei docenti. Un controsenso che mette con le spalle al muro l’attività fisica e motoria. L’obiettivo è quello di non danneggiare ragazzi e famiglie, trovando però forme di protesta che possano far rivedere i tagli. I fondi in questione riguardano le scuole medie e superiori. A Graziano Dalrio, ministro vigilante dello Sport, il compito di affrontare il problema.

Emile Martano