Marco Laganà era stato uno dei primi, quando il futuro di Biella era ancora incerto, a dichiarare il suo “amore” per la società e la città che l’hanno accolto ancora ragazzino e l’hanno aiutato a diventare uno dei giovani di maggior talento nel panorama cestistico Italiano. Normale che la curva Barlera e tutto il Forum l’abbiano ben presto eletto a idolo. Le sue prestazioni sul parquet nelle prime sei giornate sono in linea con le aspettative: tra picchi altissimi di rendimento e qualche passaggio a vuoto, Marco sta producendo un buon inizio, come dimostrano anche le cifre: 11.3 punti, 3.7 rimbalzi, 3.8 assist in 25 minuti di media sul parquet, con 2.9 palle perse, nemmeno troppe considerando l’età e il ruolo che deve ricoprire.
Marco, un giudizio sul tuo inizio di stagione?
"Positivo, soprattutto perché la squadra sta vincendo, segno che anch’io non sto facendo un brutto lavoro".
Come procede il tuo cammino da play maker?
"Cerco di fare ogni giorno quello che mi chiede il coach, concentrazione, continuità e le scelte giuste per la squadra. Dentro mi sento una guardia, ma rivedendo le partite mi accorgo di come riesco già a leggere meglio le situazioni in campo. E poi fare il play mi permette di avere tanto la palla in mano e dettare i ritmi. Resto un giocatore prevalentemente istintivo, per questo il nostro gioco in velocità mi agevola".
Il tuo punto debole in questo inizio è stato il tiro. C’è un motivo preciso?
"Forse il fatto di fare il play mi ha portato nelle prime partite a pensare troppo prima di un tiro".
Al di là dei risultati, l’impressione è che vi stiate proprio divertendo.
"Proprio così, oltre che essere vincenti in campo lo siamo anche fuori. Non ho mai giocato in un gruppo così unito, uno degli aspetti che invece ci è mancato la scorsa stagione, in campo ma anche al di fuori".
Dopo essere stato capitano della Nazionale Under 20 Campione d’Europa il prossimo passo sarà la Nazionale maggiore. Ci pensi?
"Non ancora, anche se è un mio obiettivo. Ci sono tanti giocatori più bravi ed esperti di me. E poi continuo a giocare soprattutto perché mi diverto: non mi fermo mai, nemmeno d’estate, tranne l’ultima, nella quale sono stato costretto ai box dall’infortunio rimediato agli Europei".
Corre Marco Laganà, corre e non si volta mai indietro. La “scheggia” dell’Angelico vuole volare sempre più in alto e assieme a lui vuole far volare anche la sua squadra.
(7 novembre 2013)