SPORT - 30 giugno 2013, 18:37

I ragazzi del Campetto (di Cossila)

A provvedere a ristrutturazione e manutenzione un gruppo di appassionati di street basket. Per finanziare un nuovo campo più moderno a metà luglio si gioca il 3vs3 al Piazzo

Biella Città del basket? Difficile, oggi, pensare che non si tratti soltanto dell'inflazionato slogan coniato d'ufficio più negli ambienti politici che altro, al quale non segue alcuna volontà di creare davvero una città a misura di basket.

La Serie A se ne è andata pagando lo scotto, unico, della mancanza di investitori. Il resto è consequenziale: niente soldi, quindi giocatori non all'altezza, ergo costi fissi elevati e di conseguenza fine del sogno. Ma alle spalle di questo mondo comunque dorato e trainante, in vent'anni, si è creato un movimento cestistico che anche solo negli anni '90 non esisteva. Tante piccole e piccolissime società che hanno proliferato e che hanno dato l'opportunità a molti giovani biellesi di giocare a basket in serie d, in promozione, o anche solo in prima divisione. Un indotto importante che però si sta volatilizzando assieme al declino di Pallacanestro Biella: gli Spartans, Gaglianico, Gli Orsi, la Futura, il basket femminile fuggito a Torino sono solo alcuni degli esempi di deterioramento.

Sembra di osservare l'ascesa e il declino di una passione. Persino gli amatori, ossia quei tanti ragazzi che giocano il basket 3vs3 o nei campetti, si trovano a dover sopravvivere a dispetto dei santi. Ma almeno stanno continuando a lottare per difendere un nome (Città del basket) che sembra quasi una presa in giro. La storia de "Il campetto di Cossila" più di ogni altra, fa capire come certe denominazioni rischino di essere soltanto sogni.

Tutto nasce da un gruppo di giovani (e meno giovani) con la passione per lo street basket. Si trovano da anni, senza nessun tipo di coordinamento, al campetto di Cossila. Quasi da generazioni si potrebbe dire. In realtà la conoscenza sull'asfalto di Cossila cementa relazioni più durevoli che la semplice partita e via: e, lentamente, si crea un vero e proprio movimento di 150 cestisti, sempre in aumento. E' un indotto diverso da quello delle società minori o satelliti di Pallacanestro Biella, perché non per forza fatto da giovani atleti, ma da semplici amatori di questa disciplina. Il frutto di quello che una società di serie A, su ogni territorio, dovrebbe creare.

Quello che però succede nelle realtà illuminate, nelle vere città del basket, e che a questi sportivi appassionati venga concessa la possibilità di giocare, vengano realizzate strutture da "strada" adeguate. Non succede con il campetto di Cossila. Un gruppo di questi amanti del basket, guidato da Umberto Pareschi cerca delle soluzioni: il campetto in asfalto ha bisogno di manutenzioni, servono nuovi canestri, bisogna cambiare le reti, eliminare vecchi pali pericolosi. Così provano a chiedere all'amministrazione di Biella qualche alternativa, da costruire ex novo. Propongono gli spazi in cui realizzarla: vicino allo skate park, in via valle d'Aosta, in viale Macallè nel parco nei pressi di piazza Adua. In un'area più urbana che consenta anche a chi non possiede un motorino di giocare "al campetto". Tutto inutile. Il massimo che ottengono è sentirsi dire di poter gestire il campo, che tanto non interessa a nessuno. Infatti l'associazione del quartiere Cossila, che ufficialmente lo ha in carico, altrettanto ufficialmente non esiste più da quando i quartieri sono stati aboliti.

Non resta che rimboccarsi le maniche e tagliare l'erba, sfoltire le piante, cambiare i canestri e le retine. Informarsi anche su quanto possa costare il rifacimento del terreno di gioco. E poi organizzare occasioni di gioco che possano finanziare il sogno dei ragazzi del campetto, ossia quello di sostituirsi al Comune e poter costruire un campo a Biella, realizzato con le moderne tecniche.

Questo, a modo tutto biellese, è l'indotto di 20 anni di basket di serie A, che vive grazie alla buona volontà di un gruppo di ragazzi. Prossimo loro appuntamento, il 3vs3 street basketball del Piazzo, a metà luglio.

 

m.c.