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ATTUALITÀ | 25 marzo 2020, 15:41

Coronavirus, il grido di Anffas Biellese: “Nostro centro sia presidio sanitario d’emergenza”

anffas biellese

“Chiediamo che il nostro centro sia riconosciuto presidio sanitario d’emergenza. Questo è l’unico modo per aiutare in modo efficace e sicuro i nostri ospiti, nel rispetto delle misure di tutela degli operatori e dei lavoratori. Una misura che garantirebbe tutti”. E’ un vero e proprio grido d’allarme quello di Maria Teresa Rizza, presidente di Anffas Biellese. Le parole di Rizza sono in piena sintonia con un documento nazionale, che fotografa la drammaticità in Italia dell’assistenza e dell’aiuto di persone con disabilità dall’inizio dell’emergenza coronavirus.

“Abbiamo dovuto chiudere il centro - spiega Ivo Manavella, presidente della Cooperativa sociale integrazione biellese -. L’abbiamo fatto solo perché costretti, di fronte all’impossibilità di garantire ospiti e lavoratori, e per la necessità di concentrare i nostri sforzi e le poche risorse nelle comunità residenziali, dove non possiamo chiudere. Non ci siamo comunque mai fermati. E continuiamo ad essere vicini alle famiglie ed ai ragazzi, consapevoli delle enormi difficoltà del momento. Non è però né facile né sempre possibile come vorremmo. Ecco perché l’Azienda sanitaria locale deve ascoltare il nostro appello. Vogliamo tornare ad aprire il nostro centro diurno. E lo vogliamo fare con gli strumenti idonei (mascherine, guanti, igienizzanti) che oggi fatichiamo a reperire”.

Comunicato stampa Anffas Biellese g. c.

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