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Cossato e Cossatese | 23 marzo 2020, 07:00

Coronavirus, la testimonianza di Maria Cristina Bisco: "Non si è ancora capita la gravità della situazione"

L'ex consigliere comunale di Castelletto Cervo si reca quotidiamanete a lavorare a Biella: "In entrambe le direzioni della Superstrada il traffico è intenso e non si incontrano i controlli previsti. La gente non ha capito la gravità della situazione: non obblighiamo i medici a scegliere chi far vivere e chi lasciar morire. Restate a casa e passate parola"

Foto profilo FB Maria Cristina Bisco

Foto profilo FB Maria Cristina Bisco

Da Castelletto Cervo, Maria Cristina Bisco si reca giornalmente a lavorare a Biella, in Via Repubblica, dove è impiegata.

Questa la sua testimonianza sulla situazione che incontra andando al lavoro: "In entrambe le direzioni della Superstrada il traffico è intenso e non si incontrano da nessuna parte i controlli previsti. Inoltre, per le strade di Biella, vedo persone a passeggio, che fanno jogging, che escono per fare due chiacchiere con il vicino, e tanti anziani per cui sono preoccupata. I vari decreti che si sono susseguiti in questo periodo ci hanno detto di stare a casa per contenere il contagio. Alla luce di quello che ho visto, mi pare evidente che la gente non abbia capito la reale gravità della situazione e continua a comportarsi mantenendo le stesse abitudini di sempre e così saremo condannati a restrizioni più forti".

Maria Cristina si pone un interrogativo: "I motivi per cui è consentito uscire ad una persona per famiglia, e munita di autocertificazione (anche se, nell'ultimo decreto emanato, non trovo coerente quello che ci chiedono di dichiarare), sono lavoro, spesa, visite mediche: chi non lavora, ha puntualmente tutti giorni, alla stessa ora, necessita di uscire per uno di questi tre motivi? Ricordo che anche che gli ospedali sono in sovraffollamento, che le terapie intensive sono piene, che i medici continuano a lavorare nonostante la mancanza di appositi dispositivi di protezione individuale che pare ora stiano arrivando, ma forse ancora non per tutti. Se non collaboriamo i medici saranno obbligati a scegliere chi far vivere e chi lasciar morire: voi che dicevate il virus è solo politica ed allarmismo, volete trovarvi sdraiati in pronto soccorso a supplicare il medico di aiutarvi perchè non riuscite a respirare, a fianco di un'altra persona nelle stesse condizioni?"

A questa domanda, oltre che il cittadino, secondo Maria Cristina Bisco deve rispondere anche la politica: "I politici, quelli che puntualmente votiamo e puntualmente poi mandiamo al rogo, dovranno prendere decisioni difficili per il bene comune, per la Salute in primis, per l'economia e per le aziende tutte. Il virus non risparmia nessuno, ricchi, poveri, famosi e non famosi, bianchi e neri, politici di sinistra, di destra e di centro. L'unica cosa che il virus risparmia sono i beni materiali, i soldi, la natura. Se, dopo che tutto questo sarà terminato, impareremo a rispettare di più la natura, potremo fare tutte le passeggiate che vogliamo. A breve arriverà la Pasqua e, se ci sacrifichiamo tutti insieme indistintamente, le uova di cioccolato avranno un altro sapore".

Maria Cristina ha poi un pensiero per gli eroi dei tempi del Coronavirus: "Mi addolora apprendere che sono stati negati tamponi a persone che lavorano in ospedale. Come può essere che ad operatori, OSS, infermieri, medici, venga rifiutato, poiché non si ritiene esserci prova di contatto stretto? Dalla Regione Piemonte si apprende da una diretta di mercoledì 18 marzo che arrivino tamponi per i sanitari tutti: , sarà davvero così e soprattutto non sarà troppo tardi? Per usare un noto detto “chiudiamo le stalle quande I buoi sono scappati”. In questi momenti siamo bravi ad elogiare i nostri eroi, ma ci dimentichiamo della loro sicurezza e salute. È un diritto di tutti ed il loro in questo momento deve essere anteposto a qualsiasi altra necessità. Cosa faremmo senza di loro? Quando tutto sarà finito...E finirà...Di loro non ne parlerà più nessuno. Torneremo ad essere i soliti pazienti impazienti che nelle sale d'attesa faranno baccano perché i tempi sono troppo lunghi. Io credo che, quando la tensione sarà calata ed i loro ritmi entreranno in fase di normalità, il loro sistema nervoso inizierà a dare segni di cedimento; anche se pare essere già arrivato il momento di apprendere che qualcuno non ha retto. Per questo chiedo di non dimenticarci di loro, come loro non dimenticano il giuramento fatto per salvare vite e non per scegliere chi lasciare vivere o morire. Rifettiamoci tutti".

In conclusione, Maria Cristina Bisco fa un appello a restare a casa: "Per chi ancora non lo sapesse, molti Comuni, anche quelli più piccoli, hanno attivato i loro gruppi di Protezione Civile, Auser, Volontari, che si prenderanno cura di portare pasti caldi, spesa e farmaci ai propri abitanti. Non muovetevi, fatevi aiutare e così aiutate a limitare il contagio. Non mettiamo a rischio ulteriormente le nostre e vite e sopratutto il sistema sanitario, che già si trova in penose situazioni. Passate parola al vicino di casa, soprattutto agli anziani: alcuni sono moderni ed usano WhatsApp e Facebook, ma altri non hanno neppure il cellulare. Per il bene di un intera comunità, di un intero pianeta, che da tempo disprezziamo viste le discariche abusive che troviamo ovunque, RESTIAMO A CASA: e così bello avere tempo per sé stessi e per i propri cari".

Alessandro Bozzonetti

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