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Food e Drink | 11 marzo 2020, 07:00

Ai tempi del Coronavirus...la riscoperta dei negozi di paese FOTOGALLERY

Intervista a due negozianti titolari di altrettante botteghe, una a Locato di Andorno e l'altra a Occhieppo Inferiore. Due zone diverse ma stessa indicazione: "In questi giorni abbiamo più clienti, diverse persone prediligono i nostri negozi piuttosto che i centri affollati"

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In un momento di emergenza in cui tutta Italia è stata dichiarata zona rossa e non è possibile uscire di casa o dal proprio comune se non per lavoro ed emergenze, anche fare la spesa può rivelarsi un problema, soprattutto nei supermercati che continuano ad essere presi d'assalto.

Ecco perché, una buona soluzione, è quella dei negozi di paese: quelle botteghe in cui un tempo si andava per qualsiasi bisogno, il famoso negozio di alimentari punto di riferimento di ogni comune, che negli ultimi anni ha finito per essere sostituito dai grandi centri o dal mondo online. Molti, poi, sono stati costretti a chiudere: pochi introiti, troppe tasse e un regime che non ha agevolato queste attività, specialmente nei paesi montani, ma che oggi diventano una risorsa importante.

E infatti, sono già molti i biellesi che in questi giorni stanno prediligendo il negozietto vicino casa, sempre e comunque ben fornito e con prodotti di qualità, piuttosto che il supermercato di turno. Ce lo confermano due commercianti biellesi, Alessia Lazzarotto dell'omonimo negozio di Locato ad Andorno e Roberto Napolitano, titolare insieme a sua mamma dell'alimentari Bason Franca di Occhieppo Inferiore: "è vero - spiega la prima a Newsbiella - in questi giorni l'afflusso di persone che vengono a rifornirsi da noi è aumentato. Ci dicono che si sentono più tranquilli a venire qui e che il nostro negozio è ben fornito. Abbiamo anche un servizio a domicilio gratuito e, su prenotazione, c'è la possibilità di comprare sigarette, giornali e altri beni". Alessia è titolare anche di una bottega a Callabiana, aperta soltanto al mattino dalle 9,15 alle 12,15. "I clienti ci dicono che hanno paura a stare nei luoghi affollati - conferma Roberto - e che si sentono più sicuri a venire da noi. In effetti, anche se siamo in attesa di chiusura, in questi giorni in negozio viene più gente a fare la spesa".

Questo stato di emergenza potrebbe quindi rivelarsi un valido motivo per tornare a rifornirsi dal negoziante di fiducia, vicini a casa propria. Raggiungibili in alcuni casi anche a piedi, diventano comode soluzioni anche se è necessario, in base alle normative, evitare l'assembramento di persone ma non solo: questo è anche un modo per aiutare l'economia locale che purtroppo, da anni, non è degna di aiuti da parte del governo nazionale.

bi.me.

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