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ATTUALITÀ | 20 gennaio 2020, 18:14

Crisi commercio via Italia, Associazione 015: "Tanti plausi ma dall'ex amministrazione nessun impegno"

Luisa Bocchietto: "Ora servono impegni pubblici, fondi, visione comune degli attori locali e volontà di perseguire gli obiettivi".

Crisi commercio via Italia, Associazione 015: "Tanti plausi ma dall'ex amministrazione nessun impegno"

Commercio e via Italia in crisi. Ne abbiamo parlato in questi ultimi giorni della chiusura di almeno dieci negozi nella sola zona centrale di Biella. Abbiamo anche pubblicato un esempio, quello di Asti (LEGGI QUI), che è riuscito ad invertire la rotta facendo tornare la loro zona fulcro, esempio virtuoso. A Biella, chi aveva, negli ultimi anni, provato a far decollare un progetto, era stata l'associazione 015. E oggi, proprio quest'ultima, nella nota a firma di una delle sue protagoniste Luisa Bocchietto, prova a ripercorre questo lasso temporale e tenta di "scrollare" il torpore cittadino e amministrativo.  

"Sono di questi giorni le notizie della chiusura di parecchi negozi in via Italia (articolo Newsbiella online) ed altri ancora chiuderanno a breve -riporta la nota di Bocchietto-. I commercianti lanciano appelli disperati: aver creato un centro di vendita a sud della città , spostato il mercato e poi l’ospedale senza un progetto a supporto del commercio del centro sta mettendo in gioco la loro sopravvivenza. Ma non sono solo loro a soffrire; con gli estimi catastali alle stelle e i valori degli immobili più bassi d’Italia si sta assistendo alla distruzione del valore creato con sacrificio dalle generazioni precedenti. Nessuno affitta, tutti vendono, nessuno compra. L’unica certezza sono le tasse da pagare.  

Infine l’invecchiamento della popolazione e l’abbandono dei giovani ha ridotto il numero degli abitanti; chi pagherà i costi di mantenimento della città? Già la mancata manutenzione e la trascuratezza perdurante sono visibili a tutti. Tutte cose che, come Associazione 015, avevamo messo in evidenza anni fa. Su quella consapevolezza avevamo provato a immaginare soluzioni percorribili per il rilancio del centro, partendo dalla lettura storica del territorio e dal dato concreto della frequentazione degli outlet tessili sparsi nel biellese.   Abbiamo investito tempo e risorse personali; rilevato 120 negozi sfitti nel quadrilatero del centro (ora purtroppo sono molti di più), firmato 40 pre-contratti con i proprietari, pagato consulenti esterni per replicare progetti simili realizzati con successo in Europa, per creare un rilancio del centro con una offerta di vendita coerente e più facilmente accessibile, legata alla rinomata tradizione produttiva locale.   Prima di partire con questa proposta, per stimolare l’attenzione avevamo ideato l’iniziativa “INcontri INcentro” invitando gli attori locali (e non) a confrontarsi con i temi del tessile, del cibo, del design, del territorio. Abbiamo coinvolto il settore della formazione creando contatti con Università esterne, con un corso dedicato al marketing territoriale (BST- Brand dei Sistemi Territorial), realizzato con UIB, Cittadellarte, Città Studi, Ascom e Confesercenti e Politecnico di Milano. Abbiamo coadiuvato le Istituzioni nel percorso di coinvolgimento del pubblico e nella raccolta di indicazioni per la stesura del piano di sviluppo degli investimenti futuri di livello regionale e europeo (in cui era inserito il suggerimento dell’obiettivo Unesco).  

A fronte degli sforzi profusi, come semplice associazione di cittadini, preoccupati del futuro della città, abbiamo ottenuto il coinvolgimento concreto di due aziende: Piacenza e Angelico, che hanno aperto in centro e che ringraziamo per la fiducia. Troppo poche per convincere altri operatori da fuori, che erano interessati. Sono continuati ad arrivare plausi dall’esterno per l’iniziativa e sollecitazioni a proseguire anche dall’Europa. Nessun impegno convinto, però, da parte dell’Amministrazione precedente (in questi casi non basta stare a guardare). Abbiamo atteso le nuove elezioni e nel frattempo alcuni di noi hanno orientato altrove, con maggiore soddisfazione, le proprie energie. Abbiamo rinnovato al nuovo Sindaco la nostra disponibilità. (L’Assessore Greggio ci ha comunicato di voler realizzare il progetto Città della Moda). Ora la città ha ottenuto il riconoscimento di Città Creativa! Siamo molto felici e ci congratuliamo con chi si é dedicato in questa direzione. E’un risultato importante!                                                

Molti degli attori coinvolti a suo tempo e dei temi da noi sollevati stanno emergendo al centro dell’attenzione: la formazione, la cultura, la riflessione sull’identità locale, la necessità di un’unità d’intenti. Se non siamo riusciti a mobilitare le risorse economiche, abbiamo contribuito a risvegliare gli animi. Per troppo tempo questo territorio ha pensato di essere autosufficiente; sufficientemente ricco per non aver bisogno di sviluppare sinergie esterne. Oggi per noi é evidente che l’unica strada percorribile è attrarre numericamente giovani, nuovi abitanti, turisti, studenti, consumatori da fuori. Siamo troppo pochi per garantire un bilancio di sopravvivenza.  

Il nostro territorio é bello, vivibile, prossimo ai grandi centri, apprezzato da chi lo scopre ed attrattivo per un visitatore informato. Cerchiamo di condividerlo investendo seriamente nel marketing territoriale e in progetti che diano respiro all’economia. Forse dobbiamo essere un po’ più generosi, aperti, positivi, collaborativi e se vogliamo davvero (ed é un obbligo ora!) essere creativi. Non basta un’associazione, servono impegni pubblici, fondi, visione comune degli attori locali e volontà di perseguire gli obiettivi".

f.f.

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