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CRONACA | 03 dicembre 2019, 07:00

In montagna serve maggiore responsabilità. Soccorso Alpino Biellese: "I Rambo non raggiungono la vecchiaia" FOTO

Il salvataggio della coppia di domenica sera, la donna in ipotermia, deve far riflettere sulle imprudenze.

In montagna serve maggiore responsabilità. Soccorso Alpino Biellese: "I Rambo non raggiungono la vecchiaia" FOTO

Sei morti in montagna tra sabato e domenica, una tragedia in alcuni casi cercata. E nelle nostre oggi ne avremmo potuti aggiungere altri due, se nella zona dove sono stati soccorsi il segnale del cellulare fosse stato assente, fattore che capita molto spesso. Ora potevamo recitare il rosario. Un bilancio da rabbrividire, evitabile con un pochino di attenzione in più e senza voler fare a tutti i costi i "Rambo" del week end. 

Nel Biellese, due torinesi di 52 anni lui e 45 lei, domenica 1 dicembre, hanno messo a rischio la loro vita, sono stati salvati da tre squadre del soccorso alpino, per l'incoscienza di una gita in montagna nonostante il meteo scrivesse da giorni la sua criticità. E' successo ieri sera ma quotidianamente viene affrontata cronaca di questa portata. Anche più tragica con la morte di alpinisti, escursionisti o solamente vacanzieri. Ma è possibile che con tutta la strumentazione a disposizione, i bollettini meteo ormai certi e sicuri, con l'allerta del pericolo valanghe possano capitare questi fatti? La montagna non concede sconti ad alpinisti esperti, ancor meno agli improvvisati. Sì perchè l'ultimo caso di ieri nel Biellese con una donna soccorsa in ipotermia e trasportata a valle in barella con successivo ricovero al pronto soccorso, fa riflettere, alimentando motivi di seria preoccupazione. 

Nonostante le indicazioni di tutti i bollettini per l'allerta in atto, una coppia è salita per un'arrampicata al Colle del Monte Mucrone per poi scendere in Valle Elvo e lanciare l'allarme ai soccorsi perché non riusciva più a procedere perchè la donna è finita completamente a bagno nelle gelide acque dell'Elvo. I due torinesi sono stati raggiunti e salvati da tre squadre del Soccorso Alpino Biellese, grazie alla geolocalizzazione, a circa 30 minuti a piedi di distanza dal ponte Cabrin. I volontari hanno dovuto avvolgere in una coperta termica la donna. In un secondo momento le hanno fatto indossare i loro piumini per poi adagiarla su una barella e iniziare il trasporto verso l'auto distante oltre 40 minuti a piedi. Poi con la jeep in dotazione, i soccorritori sono scesi fino al Tracciolino per un rendez-vous con l'ambulanza del 118. Ma c'è di più, questi uomini, per raggiungere la coppia hanno dovuto attraversare l'Elvo con l'acqua alta fino al ginocchio. "Non bisogna imitare trasmissioni televisive o video pubblicati su internet -commenta Claudio Negro, delegato del Soccorso Alpino Biellese-. In quelle occasioni i 'Rambo' della situazione sono preparati. E' fondamentale restare tutti con i piedi per terra. Le imitazioni possono costare molto care, questi 'Rambo', è bene ricordarlo, in tanti non raggiungono la vecchiaia". 

Fulvio Feraboli

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