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AL DIRETTORE | 02 dicembre 2019, 07:40

"Quanto vale una vita?": La lettera della presidente biellese di Alcase Italia

Deanna Gatta, presidente di Alcase Italia

Deanna Gatta, presidente di Alcase Italia

Caro Direttore,

le scrivo, non in forma di protesta né di provocazione, ma semplicemente per condividere la personale e “dolente” constatazione di un dato di fatto: la vita di una persona non ha lo stesso valore di un’altra, nonostante ci sia stato insegnato che la vita è il Bene supremo del genere umano, un Bene da tutelare in egual misura, da quella del clochard a quella del miliardario, dalla prostituta al professore universitario...Pur consapevole della ovvietà sulla necessità di valori sociali primari, devo constatate che la realtà mostra esattamente l’opposto: le vite delle persone sono valutate diverse, a seconda della appartenenza sociale, del genere, della situazione sanitaria…

Sono le stesse istituzioni che avvallano questa diversità.L'unica Organizzazione del nostro Paese che si occupa esclusivamente di cancro del polmone, ALCASE Italia, di cui sono la Presidente, ha diffuso il seguente messaggio di speranza nello scorso mese di novembre: per i malati di cancro al polmone si sono aperti nuovi scenari di cura ed il "Big Killer" ha trovato avversari potenti nei farmaci a bersaglio molecolare.  Tanto che molti malati non più operabili godono oggi di una vita prolungata e di buona qualità. Ma sarebbero di più se … il percorso diagnostico non avvenisse spesso in tempi biblici (ad esempio, dai 3 ai 5 mesi), perché un tale ritardo è incompatibile con una diagnosi precoce ed una terapia efficace. 

E se … l’iter diagnostico fosse sempre completo, non tralasciando gli esami delle mutazioni del genoma tumorale, gli unici test che possono dare indicazioni per una terapia mirata ed efficace.Vorrei ribadire che non sono superflue queste precisazioni, in quanto sono tanti, troppi i pazienti che segnalano tempi lunghissimi di accertamento diagnostico e/o l’incompletezza degli esami. Oltre il 50% non sa neppure cosa siano le mutazioni, perché nelle strutture in cui sono seguiti e dove dovrebbero essere curati non sono mai state né proposte né eseguite.Vengo però all’essenza della mia riflessione: i morti annui di neoplasia polmonare, nonostante l’avanzamento della medicina e l’applicazione di terapie personalizzate (alle quali accennavo poc'anzi), sono circa 35.000. Un numero enorme! 35.000 vite di uomini e donne (e si smetta di parlare di fumatori, perché il numero dei non fumatori è in allarmante aumento) con una storia, una famiglia, degli affetti e dei sentimenti che sono divenuti, con il sopraggiungere della patologia, dolorosissimi, insopportabili, a volte sconfinanti nel terrore e l’angoscia….

E a fronte di 35.000 vite che ogni anno ci lasciano, troviamo un assordante silenzio da parte delle Istituzioni che dovrebbero occuparsene, ma che invece si attivano per celebrare le vittime dei terribili femminicidi, orrendi crimini che vedono, ogni anno, circa 150 vite strappate da mani di folli omicidi.Sono donna e sono molto vicina a questo tema. Ben intendo che il messaggio che si vuole inviare è che l’amore non è violenza… ma ho difficoltà a comprendere perché palazzo Montecitorio decide di illuminarsi in onore di queste 150 donne e non per ricordare le 35.000 vittime innocenti del cancro al polmone. Ripeto, mentre le Istituzioni si muovono (e i media ne fanno cassa di risonanza) per 150 vite spezzate, le stesse Istituzioni tacciono per le 35.000 vittime della patologia polmonare.

O dobbiamo pensare che il loro silenzio riguardo alle persone a rischio di ammalarsi di cancro del polmone (per i quali pesa la mancanza di uno screening istituzionalizzato, non lasciato ad iniziative sporadiche e non coordinate a livello nazionale, che ne salverebbe almeno 5.000) e il loro disinteresse riguardo al funzionamento del sistema sanità (per quanto attiene i percorsi diagnostici, sempre più lunghi e a volte incompleti) sono tutti segnali che queste vittime valgono di meno e che le loro vite, nel momento in cui diventano pazienti oncologici polmonari, sono ..a perdere?

Deanna Gatta - Alcase Italia

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