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COSTUME E SOCIETÀ | 01 dicembre 2019, 09:57

Dalla Svezia a Pettinengo per inaugurare il presepio delle migrazioni

Sabato 7 dicembre, ore 21:00, a canton Gurgo inaugurazione del “Presepio di Pettinengo”, con personaggi in abiti tradizionali di diverse regioni d’Italia - aperto tutti i giorni da domenica 8 dicembre a domenica 12 gennaio, ore 15:00-18:00 - prenotazioni per le scuole - info Idillio, 3343452685 - ingresso libero.

presepe pettinengo

In tanti hanno dato il loro contributo per il primo allestimento del presepio delle muigrazioni allestito a Pettinengo”. Verrà inaugurato sabato 7 dicembre, alle ore 21:00, nella chiesa dei santi Grato ed Eusebio alla presenza del “Coro di Santa Lucia di Enköping”, proveniente dalla Svezia, le  “Voci di Su Nuraghe”, di Biella e i “Cantori di canton Gurgo” di Pettinengo.

Una serata importante frutto del lavoro di molti, dalla predisposizione di tavolati e ponteggi per allestire le scene, alla fotografia panoramica delle montagne biellesi per lo sfondo ma, soprattutto, alla certosina opera di Mauro Zanella che negli anni ha realizzato case e statue animate per il presepio di famiglia e che per la prima volta ha accettato di presentarle a un pubblico più vasto. Importante la collaborazione con il Comune e la Parrocchia di Pettinengo e quella degli abitanti di canton Gurgo, presenti anche nelle cose minute come il muschio fresco raccolto nelle loro proprietà.

Alle centinaia di statue di diversa altezza, sono associati alcuni personaggi in abiti tradizionali di diverse regioni d'Italia realizzati dalle Donne del Filet di Su Nuraghe. Se case Valser con tetti di lose e tegge della Valsessera con tetti di paglia rimandano a tecniche costruttive risalenti ad antiche migrazioni dal Nord Europa, foggia e colori dei vestiti sono testimoni della diversa origine delle genti che oggi abitano il Biellese, da quelle di più antico insediamento come i malgari biellesi che ancora praticano la monticazione (assimilati nell'immaginario all'Uomo selvaggio/Om salvaje), a Veneti, Sardi, Meridionali (chiamati dispregiativamente: "Venetas", "Sardagnol", "Terroni") e agli ultimi degli ultimi oggi anch'essi discriminati al pari del Bambinello ebreo di cui si ricorda la nascita in una stalla, ma di cui si cerca di rimuovere il messaggio di amore e fratellanza. A fine serata, distribuzione di succo di mele caldo e speziato ottenuto da mele de La Malpenga – a tutti i visitatori, il dono di un piccolo pane rituale sardo. Nell’aula dell’antica chiesa l’esposizione di immagini delle diverse fasi costruttive del presepio, delle case e la preparazione dei personaggi.

 

Eulalia Galanu (Su Nuraghe Biella)

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