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POLITICA | 20 novembre 2019, 18:29

Bufera Segre-Greggio, Wilmer Ronzani: “Il no della Giunta offende la città medaglia d'oro della Resistenza”

wilmer ronzani

Riceviamo e pubblichiamo:

“È vergognoso che il sindaco di Biella, città medaglia d'oro della Resistenza, si sia  opposto con motivazioni pretestuose alla proposta di conferire la cittadinanza onoraria a Liliana Segre e che a pochi giorni di distanza abbia annunciato l'adozione di una delibera di Giunta  con cui la cittadinanza onoraria viene conferita al presentatore tv Ezio Greggio. Dubito che il sindaco Corradino conosca la storia e la vita di Liliana Segre che il Presidente Mattarella a nominato senatrice a vita. In seguito alla emanazione nel 1938 delle Leggi razziali venne espulsa in quanto ebrea  dalla scuola che frequentava.

Dopo l'intensificazione della persecuzione degli ebrei italiani, suo padre la nascose presso degli amici, utilizzando documenti falsi. Il 10 dicembre 1943 provò, assieme al padre e due cugini, a fuggire a Lugano, in Svizzera: i quattro furono però respinti dalle autorità del paese elvetico. Il giorno dopo, Liliana Segre venne arrestata a Selvetta di Viggiù, in provincia di Varese, all'età di tredici anni. Dopo sei giorni in carcere a Varese, fu trasferita a Como e poi a San Vittore a Milano, dove fu detenuta per quaranta giorni. Il 30 gennaio 1944 venne deportata dal binario 21 della stazione di Milano Centrale al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, che raggiunse dopo sette giorni di viaggio. Fu subito separata dal padre, che non rivide mai più e che sarebbe morto il successivo 27 aprile. Il 18 maggio 1944 anche i suoi nonni paterni furono arrestati a Inverigo (provincia di Como); dopo qualche settimana anche loro vennero deportati ad Auschwitz e uccisi al loro arrivo, il 30 giugno 1944.

Alla selezione, Liliana ricevette il numero di matricola 75190, che le venne tatuato sull'avambraccio. Fu messa per circa un anno ai lavori forzati presso la fabbrica di munizioni Union, che apparteneva alla Siemens. Durante la sua prigionia subì altre tre selezioni. Alla fine di gennaio del 1945, dopo l'evacuazione del campo, affrontò la marcia della morte verso la Germania. Venne liberata dalle Forze armate statunitensi il primo maggio 1945 dal campo di Malchow, un sottocampo del campo di concentramento di Ravensbrück contemporaneamente alla Armata Rossa.

Questa è Liliana Segre la persona a cui il sindaco Corradino e la sua giunta hanno negato la cittadinanza onoraria. In queste settimane e' stata dotata di una scorta perché al centro di una campagna di odio e di minacce. Con questa decisione  hanno offeso la città medaglia d'oro della Resistenza e il sacrificio di tutti coloro che hanno patito l'oppressione del nazismo e del fascismo e che anche nel Biellese hanno perso la vita per restituirci la libertà; una pagina di storia che questa destra vuole riscrivere azzerando o mitigando le responsabilità storiche del nazismo e del fascismo”.

Wilmer Ronzani

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