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Biella motori | 20 novembre 2019, 07:00

Nissan Leaf Experience: viaggio a Cervinia con ricarica elettrica in colonnina

nissan

Anche in questi giorni, sono arrivate nuove campagne su modelli di auto elettriche a testimonianza di come il settore cresca sempre più. Prosegue la nostra esperienza di lavoro utilizzando un mezzo elettrico, la Nissan Leaf. Questa volta siamo usciti fuori regione e siamo andati a 2000 metri. Questa la cronaca del viaggio. Nell’articolo precedente abbiamo analizzato alcuni aspetti poco conosciuti che riguardano la ricarica di un mezzo elettrico, vale a dire la comodità di poter ricaricare comodamente a casa durante la notte e di giorno in ufficio durante le pause. Sempre sulla scorta dell’esperienza diretta e cioè lavorare con un’auto elettrica e diminuire le emissioni di CO2, siamo usciti fuori regione per un appuntamento e ci siamo recati a Breuil Cervinia a quota 2.000 metri.

In questo caso, prima di partire, abbiamo iniziato a fare delle valutazioni sulle infrastrutture esistenti in loco, ovvero delle colonnine per fare rifornimento e qui la prima distinzione da fare: importante affidarsi alle app di distributori ufficiali, piuttosto che App generaliste perchè non sono sempre aggiornate. Per la fretta non scarichiamo l’app del gestore (importantissimo verificare sempre lo stato della colonnina, vale a dire “funzionante” aspetto principale che ha determinato non poche chiamate del carro attrezzi). Partiamo con il 95% di batteria disponibile e la salita in Valtournenche, come previsto, abbassano di molto il livello residuo. ù

Arriviamo al Breuil, dove, da poco, aveva terminato di nevicare, con l’indicazione di 49 chilometri rimanenti. Con un pò di apprensione ci rechiamo alla colonnina del parcheggio del golf identificata prima di partire per tutte le operazioni: scarichiamo l’app, telefoniamo al numero verde, iniziamo l’operazione per la ricarica con carta di credito ( spesa prova 5 €) prenotando 2 ore … il tutto in pochi minuti. Tutto bene.Finito l’appuntamento, ( nel frattempo avevamo seguito con lo smartphone lo stato di avanzamento della ricarica) torniamo all’auto e la ricarica ci da disponibilità di 100 chilometri. Ora proviamo veramente l’e-pedal con i 27 chilometri di discesa che alla fine ci ricaricherà un equivalente di 60 km; in pratica, avremmo anche potuto rischiare di non caricare l’auto a Cervinia, ma ovviamente non ne valeva la pena.Le nostre considerazioni finali: anche se dobbiamo fare i conti con le infrastrutture, comunque in crescita, pensiamo che non sia difficile muoversi e lavorare con l’auto elettrica. Vale la pena di acquisire qualche informazione in più e oggi non è assolutamente difficile viste le info presenti in rete e regolarsi in base alla propria mole di lavoro e chilometri.

m.b.

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