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Benessere e Salute | 18 novembre 2019, 18:21

Dieta: non solo sacrifici. L’esperienza del Dott. Domenico Paris, di BeautyMed, con piani di alimentazione su misura

"Ogni individuo è diverso. Ha bisogni diversi anche il suo corpo e metabolismo, bisogni difficili da leggere ma che, una volta decifrati con metodo, porteranno a modificare con efficacia le abitudini alimentari sbagliate"

Dieta: non solo sacrifici. L’esperienza del Dott. Domenico Paris, di BeautyMed, con piani di alimentazione su misura

Quante volte ci siamo ripetuti la frase: “Basta, mi devo mettere a dieta”, abbattuti e vedendo questa scelta come un sacrificio, un trauma, motivo di asocialità con amici e parenti e non solo. Ma in realtà non è così che dovrebbe essere. Lo sanno bene i  professionisti, esperti nella nutrizione, come il Dott. Domenico Paris dello studio BeautyMed di Chiavazza. Il Dott. Paris da anni aiuta i pazienti a modificare correttamente il loro rapporto con il cibo, che non è fatto solo di sacrifici.

“Il rapporto con il cibo, oggi, - ammette Domenico - è molto più profondo e complicato di una volta. Non si mangia per vivere, ma per sopperire a una necessità emotiva, perché è il principale motivo di ritrovo tra amici e molto spesso non si riesce a fare a meno di esagerare. Questo non significa che sia sbagliato avere degli eventi di convivialità, è sacrosanto festeggiare i compleanni, gli eventi, le festività, ma l’anno è formato da 365 giorni e questi eventi possono occupare ammettiamo 65 giorni, sono gli altri 300 che devono essere considerati come giorni normali in cui dovremmo avere abitudini adeguate”.

Secondo recenti ricerche si stima che in Italia ci siano circa 23 milioni di soggetti tendenzialmente obesi ( circa il 46% della popolazione) e che circa 1 milione e settecentomila siano i bambini in sovrappeso o obesi e cioè un bambino su quattro. Questo indubbiamente porta a definire l’obesità come una vera e propria patologia. Dati clinici hanno dimostrato che può essere responsabile, insieme ad altre patologie strettamente collegate con essa (come l’ipertensione, il diabete, la sindrome metabolica, il rischio cardiovascolare) al deterioramento della funzione cognitiva, la demenza, l’ansia , la depressione con meccanismi che includono il coinvolgimento dello stress ossidativo, dell’infiammazione e del metabolismo lipidico anormale.

L’infiammazione ha dimostrato di essere un fattore determinante per l’obesità. Infatti l’obesità è una patologia caratterizzata da uno stato cronico di infiammazione di lieve entità. Per infiammazione si intende una risposta fisiologica di difesa dell’organismo nell’affrontare l’invasione di un agente esterno estraneo oppure a causa di cambiamenti della struttura del tessuto di un organo ed è mediata dal nostro sistema immunitario. Il nostro corpo quando subisce un’aggressione mette in atto una risposta attivando sostanze inizialmente pro infiammatorie e in un secondo momento antinfiammatorie e determinando una infiammazione acuta (caratterizzata da 4 passaggi: gonfiore, rossore, dolore e calore) al fine di ripristinare l’omeostasi. In alcune situazioni non si riesce a risolvere l’infiammazione acuta per cui il processo si cronicizza e diventa infiammazione cronica.

“Questo succede anche nel nostro corpo quando ci alimentiamo male – spiega il Dottore -  e andiamo a modificare aumentando il tessuto adiposo ed è quello che spiego sempre a chi viene da me con il desiderio di migliorarsi. Nel corpo si crea una infiammazione cronica di basso grado dove prendono sopravvento le sostanze pro infiammatorie che hanno l’antipatico ‘potere’ di diminuire il senso di sazietà. Questo circolo vizioso è da rompere, ed è la cosa più difficile: cambiando abitudini aiutati da esperti che conoscono la materia. Quanti arrivano da me emotivamente distrutti da ‘diete fai da te’ o la dieta del mio amico che non ha ‘funzionato’  innescando unicamente un effetto yo-yo. Anche prendere degli ‘alimenti’ o integratori consigliati dal mio vicino di casa di professione ma imprenditore di vendita di tali sostanze. Questi approcci possono sì avere un effetto positivo inizialmente ma purtroppo non possono essere in grado di risolvere la questione lipoinfiammazione”.

“Chi invece vuole dimagrire in modo salutare e ottenere un risultato che si possa mantenere nel tempo deve affidarsi alla scienza medica – conclude Paris – e fidarsi dell’esperto che sceglie di consultare. Ogni individuo è diverso. Ha bisogni diversi anche il suo corpo e metabolismo, bisogni difficili da leggere ma che, una volta decifrati con metodo, porteranno a modificare con efficacia le abitudini alimentari sbagliate creando quel nuovo stile di vita in grado di non far più riprendere il peso e dare un senso al ‘sacrificio’ della dieta”.

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