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Biellese Magico e Misterioso | 17 novembre 2019, 08:00

Il Biellese magico e misterioso: Al lago del Mucrone una strega malvagia trasformava in lupo i malcapitati che le capitavano a tiro

A cura di Roberto Gremmo

Il Biellese magico e misterioso: Al lago del Mucrone una strega malvagia trasformava in lupo i malcapitati che le capitavano a tiro

Nel poliedrico e variegato leggendario del folklore biellese non manca la strega cattiva che coi suoi sortilegi trasformava in bestie feroci i malcapitati che le capitavano a tiro.

La malvagia vecchiarda viveva in alta montagna, libera ed irraggiungibile e tendeva i suoi agguati agli sfortunati che nei tempi passati percorrevano l’affollato sentiero che da Fontainemore sale verso il Mucrone e scendeva ad Urupa.

Sempre pronta a far del male, partecipava sempre ai balli diabolici del “Plan des sorcières”; aveva rivelato la sua nefasta presenza nella piccola borgata alpina di Perloz, conficcando una dolorosa spina dietro l’orecchio d’un bambino e dato il peggio di sé trasformando in lupo una bella ragazza che viveva a Fenis. La povera vittima aveva vagato mesi e mesi per monti e boscaglie finché, affamata e disperata, aveva azzannato un povero alpigiano, spingendo i suoi compaesani a darle la caccia, colpendola a morte.

Non contenta di questi misfatti, la strega malvagia s’era poi impegnata a tempo pieno nei peggiori incantesimi contro i montanari che dalla valle del Lys salivano la montagna per poi scendere al grande santuario montano biellese.

La perfida ‘sorcière’ si appostava spesso accanto al laghetto del Lei Long nel vallone di Vargno ma più frequentemente sulle rive del lago del Mucrone, dove i viaggiatori si fermavano a riposarsi, giunti ormai in vista della meta. E lì colpiva.

E’ noto che le figlie di Satana avevano la possibilità di mutare d’aspetto, trasformandosi spesso in grossi e fastidiosi calabroni neri; in gatti arruffati o in cagnacci grignanti.

La strega del Mucrone conosceva invece le macabre arti magiche che le permettevano di punire coloro che non accettavano i suoi favori mutandoli in lupi, le terribili bestie feroci delle nostre montagne.

Gli sfortunati che finivano colpiti dalle pratiche diaboliche della malvagia vecchia del lago dovevano vagare fra le nebbie montane, ululando di dolore e di rabbia, aggredendo i poveri alpigiani e le loro mandrie al pascolo.

Solo un gesto di bontà verso di loro poteva rompere il terribile sortilegio.

La leggenda dell’uomo trasformato in lupo dalla strega del lago del Mucrone che ancora si racconta fra Biellese e Valle d’Aosta é stata raccolta anche da Clorinda Vercellin nei suoi “Racconti e proverbi della valle del Lys” pubblicati ad Ivrea nel 1958 dall’editore Giglio Tos.

Secondo il suggestivo racconto, un montanaro di Lillianes che in un’alba tempestosa stava cuocendo il pane nel forno comunale s’era visto di fronte un lupo affamato e con un gesto generoso, per niente spaventato, gli aveva gettato una grossa pagnotta.

Qualche giorno dopo, il valligiano, recatosi a Biella per acquistare al mercato l’abito da sposa per la fidanzata, era stato avvicinato da uno sconosciuto che gli aveva rivelato d’essere un suo grande debitore perché proprio donando il pane al lupo avrebbe rotto l’incantesimo della strega del Mucrone che lo aveva imprigionato nel corpo della bestia feroce.

Esterefatto e meravigliato, il montanaro sorpreso aveva udito l’uomo raccontare d’essere stato vittima della perfida negromante e d’aver dovuto aspettare molti anni prima di trovare qualcuno che si comportasse con lui come se fosse un uomo, rompendo così il maleficio.

Risultò poi che la vittima liberata era addirittura un personaggio di gran rango, niente meno che un conte che doveva dimostrare la propria generosa riconoscenza donando una gran somma di danaro a colui che l’aveva salvato.

Ancor oggi, su un’altura posta sopra Lillianes si vedono i ruderi d’una casa che sarebbe stata edificata grazie al dono del Conte liberato dall’incantesimo della strega del lago del Mucrone, una volta tanto sconfitta e beffata.

L’edificio diruto é noto come “Courtil do Counto” (corte del Conte) e si trova lungo la mulattiera che da Lillianes sale alla borgata di Santa Margherita e poi scende ad Urupa; dall’antichità centro spirituale e di salvazione delle Alpi Occidentali.

Saremo grati a chi vorrà segnalarci realtà analoghe a quelle esaminate in questo articolo scrivendo a storiaribelle@gmail.

Del 14 febbraio 2017 nella rubrica “Biellese magico e misterioso” sono stati pubblicati più di 140 articoli che si possono ancora leggere nella sezione “Archivio” di Biella News.

Per approfondire questi argomenti segnaliamo un libro pubblicato da Storia Ribelle casella postale 292 - 13900 Biella.

Roberto Gremmo

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