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CRONACA | 25 ottobre 2019, 19:05

Arresti Sereni Orizzonti - Carla Moglia (Ronco) e Renzo Carisio (Viverone): "Da noi nessun problema"

Oltre al comune dell'hinterland di Biella c'è anche la struttura di Viverone. Circa 160 ospiti nelle due case di riposo per oltre 60 lavoratori.

Arresti Sereni Orizzonti - Carla Moglia (Ronco) e Renzo Carisio (Viverone): "Da noi nessun problema"

"I parenti possono stare tranquilli, non si è fermato nulla". Sono le parole del sindaco di Ronco, Carla Moglia sulla bufera che coinvolge la Sereni Orizzonti, società attiva nel settore dell'assistenza per anziani, autosufficienti e no, e nella gestione di comunità terapeutiche, riabilitative per minori e adolescenti, con 92 sedi operative in Italia, Germania e Spagna, 35 delle quali nel solo Piemonte e 2 nel Biellese (Ronco e Viverone). La Casa di riposo Ronco Biellese di proprietà comunale e in concessione a Sereni Orizzonti, ospita 28 persone e occupa 15 lavoratori; la Casa di Riposo "Albert" di Viverone di proprietà della società ha 130 posti letto e una cinquantina di lavoratori occupati. 

In questi giorni, infatti, la Guardia di Finanza sta eseguendo otto arresti oltre a perquisizioni e sequestri per un totale di dieci milioni di euro nell'ambito di un procedimento in materia di spesa socio-sanitaria, ai danni dei bilanci delle Regioni Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Sicilia. 

La posizione di Ronco. "La nostra concessione prevede il diritto e dovere del controllo -precisa il sindaco Moglia-. Sorveglianza e assistenza agli ospiti della struttura è sempre stata controllata dalla nostra amministrazione. Possiamo stare tranquilli, nella casa di riposo si va avanti e la routine viene rispettata. Vedremo gli sviluppi nei prossimi giorni. Comunque abbiamo chiesto un incontro con la parte amministrativa della società". 

La posizione di Viverone. "Da noi problemi non ne abbiamo avuto -commenta il sindaco Renzo Carisio-. Penso sia una questione più ampia. Ogni tanto vado in struttura ma non ho mai notato problematiche particolari. Ho parlato pochi giorni fa con il nuovo direttore per uno sconto delle rette a favore dei residenti in paese e mi sembrava sereno e tranquillo. Speriamo in bene sia per gli anziani sia per le persone che ci lavorano". 

L'assessore al welfare della Regione Piemonte, Chiara Caucino. "Una realtà sotto la lente della Giunta Cirio con un precedente a luglio scorso. "Sereni Orizzonti è già conosciuta dalla Regione che ha chiara la situazione e monitorato l'operato revocando l'autorizzazione della struttura Emma Eidos di Pinerolo a luglio scorso (chiusa per lo stato di abbandono dei locali e dei minori ospiti, ndr). La Regione Piemonte vigila e monitora con attenzione la situazione. Il gruppo, com'è noto, è presente con 35 strutture sul nostro territorio, tra comunità per minori e centri per anziani. Otto arresti e dieci milioni di euro contestati come false rendicontazioni alle strutture sanitarie, oltre alla malnutrizione dei minori ed il personale sottopagato, sono accuse gravi che se convalidate genereranno uno scandalo a livello nazionale. Per il momento la parola d’ordine è cautela, ponendo in essere un atteggiamento prudenziale. Siamo in attesa che la Guardia di Finanza e le Procure chiariscano fatti e responsabilità".

I sindacati. Chi invece aveva segnalato le scorrette applicazioni contrattuali operate dall'azienda ai danni dei lavoratori, nel corso del tempo e ai diversi livelli territoriali, sono state le organizzazioni sindacali. "Se le accuse fossero confermate verrebbe dimostrata la giustezza delle nostre denunce -scrive il comunicato congiunto-. Ciò nonostante, soprattutto in questa fase così drammatica, la nostra attenzione è concentrata sulla tutela dei lavoratori, vere vittime, insieme all’utenza, di una situazione che può avere risvolti gravi. Per quanto ci riguarda attendiamo l’evolversi delle indagini avendo come unico riferimento la tutela dei servizi e delle lavoratrici e dei lavoratori che non possono in alcun modo trovarsi a pagare il conto di una situazione sulla quale non hanno alcuna responsabilità".

Fulvio Feraboli

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