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ECONOMIA | 19 ottobre 2019, 07:00

L'opinione di Vittorio Barazzotto: "Agri-cultura"

L'opinione di Vittorio Barazzotto: "Agri-cultura"

Pensate se qualcuno inventasse un algoritmo per arginare i problemi delle economie locali ed in grado di coniugare le esigenze del territorio, della crescita e del lavoro. Se la soluzione risultasse l’agricoltura, tutti rimarremmo certamente molto sorpresi. Diremmo: un errore di programmazione, c’è qualcosa che sa di antico. Invece, nulla sarebbe di più attuale. Sono sempre di più i giovani che scelgono di tornare alla terra; si tratta non solo di ragazzi che riscoprono le tradizioni dei loro nonni ma anche di persone che provengono da contesti estranei a quello contadino e che vedono nel settore agroalimentare un’opportunità di crescita personale e professionale.

Secondo Coldiretti nel 2018 sono aumentate del 5% le aziende condotte da "under 35" e l'indice di disoccupazione giovanile in ambito agricolo risulta in controtendenza rispetto ai settori secondario e terziario. La maggior parte dei nuovi agricoltori ha un titolo di studio medio – alto, non solo in discipline agrarie, e tale livello di scolarizzazione ci avvicina ai dati che si riscontrano nel Nord Europa. La nuova generazione di addetti al comparto agroalimentare ha particolare attitudine alle colture biologiche, sostenibili, legate alla stagionalità nel rispetto delle tradizioni, ma con un forte impulso all’innovazione. Molti nostri prodotti hanno ottenuto il De. Co. (Denominazione comunale). Inoltre l’appeal internazionale del “Made in Italy” è uno stimolo per salvaguardare ed incentivare la produzione di qualità, che può così varcare i confini della propria tenuta. Non si tratta di una scelta nostalgica, ma dalla crescente consapevolezza che nella terra si possa trovare il seme per far germogliare il futuro del territorio ed un modo per non essere costretti ad abbandonarlo. Si ritorna alla campagna anche nel biellese.

A Benna, un esempio emblematico, le aziende agricole condotte da giovani allevatori, che hanno ripreso le attività dei propri nonni, sono ormai un riferimento consolidato. Le eccellenze biellesi nel comparto agroalimentare stanno trovando sempre più riscontri in ambiti nazionali ed internazionali; si va dalla produzione di latticini di filiera da pascoli locali, come quelli della Valle Elvo, al comparto enologico con vini di alta qualità, come il Lessona o l’Erbaluce, dalla riscoperta delle antiche varietà di mele, grazie all’impulso dato a Occhieppo Inferiore fino all’annunciata produzione di farina da polenta nell’antico mulino Susta di Soprana. L’agricoltura è la capacità di saper aspettare e questa qualità potrebbe essere l’antidoto per controbilanciare i ritmi frenetici e frastornanti a cui quotidianamente siamo sottoposti e per superare la crisi post industriale che ha afflitto profondamente il nostro territorio.

Vittorio Barazzotto

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