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POLITICA | 16 ottobre 2019, 17:30

Lavori all'ex asilo di Viverone, la minoranza replica al sindaco

Il capogruppo di Viverone Anno Zero Stefano Aimone: "Il rifacimento del tetto non è rallentato dalla minoranza, ma dal fatto che la Soprintendenza sta facendo rispettare le procedure di legge in relazione a lavori iniziati senza il rispetto delle stesse"

Il gruppo Viverone Anno Zero - Foto di repertorio

Il gruppo Viverone Anno Zero - Foto di repertorio

Riceviamo e pubblichiamo.

Con gran stupore e con rammarico apprendo, dopo aver letto l’ennesimo articolo di giornale, che il Sindaco Renzo Carisio ritenga la minoranza responsabile del rallentamento dei lavori relativi al rifacimento del tetto dell'ex asilo.

La circostanza che la Soprintendenza abbia richiesto al Comune di Viverone (a seguito anche della mia richiesta di chiarimenti sui lavori che si stavano svolgendo) che siano rispettati i requisiti prescritti dalla legge per l’intervento da realizzarsi sull’edificio (ora sede degli Alpini) costituisce la normalità in caso di immobili sottoposti a vincolo siano essi di proprietà pubblica o privata.

Occorre rammentare che la Soprintendenza (facente parte del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo) è stata istituita per esercitare, nel territorio di competenza, un'articolata attività di tutela, di conservazione e di valorizzazione dei beni immobili di interesse storico e artistico realizzati da oltre 70 anni appartenenti a enti pubblici o comunque su beni immobili appartenenti ai privati, se dichiarati di interesse particolarmente importante.

E’ evidente, quindi, che nel caso concreto gli interventi (di cui il Sindaco era responsabile unico del procedimento) sull’edificio ex asilo non siano stati rallentati dalla minoranza, ma unicamente dal fatto che la Soprintendenza abbia fatto rispettare le procedure trattandosi di un immobile pubblico di interesse storico, i cui lavori erano iniziati, a quanto consta, senza il rispetto delle procedure di legge.

Sicuramente, se l'amministrazione avesse rispettato il normale iter procedurale sin dagli inizi (come viene puntualmente richiesto ai privati), i lavori non avrebbero subito alcun ritardo e sarebbero già conclusi. Pare quindi evidente che la Soprintendenza, se non vi fossero stati problemi e mancanze, non si sarebbe attivata e non ci sarebbero stata alcuna conseguenza.

Viene quindi da chiedersi come si possa pensare di poter rifare un tetto (alzandolo di 130 cm e cambiandone l'orditura) su di immobile vincolato, senza chiedere le necessarie autorizzazioni e lamentandosi se poi i lavori vengono interrotti dalle Autorità preposta al controllo.

Comprendo che la doverosa ed attenta attività della minoranza possa non essere condivisa dalla maggioranza, anche alla luce degli altri episodi di assegnazione di appalti e gestione delle risorse pubbliche a riguardo delle quali abbiamo chiesto di fare chiarezza, ma rammento che all’interno dell’Amministrazione ognuno ha i propri ruoli ed in quello della minoranza vi è pure quello di controllo sugli atti pubblici e sull’utilizzo del denaro pubblico.

Stefano Aimone Capogruppo di Viverone Anno Zero

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