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CULTURA E SPETTACOLI | 11 ottobre 2019, 14:28

"Sia luce", la cattedrale di Biella al centro del progetto tra arte e spiritualità

sia luce

Un momento della conferenza di presentazione

Un percorso che coniuga arte e spiritualità e che mette al centro del suo interesse il complesso della cattedrale di Biella, come fulcro della spiritualità della città e del suo territorio. È il progetto “Sia Luce”, ideato dalla parrocchia di Santo Stefano e presentato ieri pomeriggio, 10 ottobre. L’iniziativa, che si articolerà in tre momenti a partire da ottobre fino a Pasqua 2020, verrà inaugurata alle 19 del prossimo 17 ottobre in Duomo.

Dopo una serie di incontri con Irene Finiguerra, don Simone Rocco ha affidato a BI-BOx la progettazione e realizzazione di “Sia Luce” ipotizzando tre profili: l'inserimento di opere di arte sacra contemporanea entro la chiesa; le visite guidate per far conoscere il valore storico e artistico del complesso di Santo Stefano; la riflessione su un tema biblico affidato ad uno scrittore o un momento di approfondimento culturale. Si parte con una prima serie di interventi messi in calendario tra ottobre e inizio dicembre.

La cattedrale, il battistero di Biella sono edifici di culto affidati ad una comunità. Sono luoghi inclusivi che assorbono una storia di secoli e che sanno accogliere competenze corali, discussioni e confronto. La chiesa è un luogo non solo di sacramenti, ma anche di passaggio dove chi non lo frequenta assiduamente ne riconosce però l’identità, la sua collocazione in un percorso storico artistico. Il progetto vuole così accogliere pubblici diversi: chi è interessato alla storia della chiesa biellese e della sua produzione artistica (battistero, cripta, sala delle Corporazioni, la cattedrale, il campanile, l’archivio capitolare) e chi vuole approfondire entro un luogo di fede un percorso di spiritualità affidato a figure “laterali” rispetto alla teologia, come scrittori, filosofi, curatori. Diceva nell’ottavo secolo il cantore delle immagini sacre, san Giovanni Damasceno: «Se un pagano viene e ti dice: “Mostrami la tua fede!”, tu portalo in chiesa e mostra a lui la decorazione di cui è ornata e spiegagli la serie dei sacri quadri».

Visitando la chiesa cattedrale e tutto il complesso di affaccio su Piazza Duomo potremo imparare ad amare l’architettura sacra che si è sviluppato in quel contesto nel corso dei secoli e recuperare l’identità della storia locale che si è coagulata intorno a questi siti. Sono previste nel primo periodo due visite guidate ad ingresso libero: sabato 26 ottobre alle ore 16.30 battistero e cripta, sabato 23 novembre sempre alle 16.30 alla Sala delle Corporazioni con Cristo della Domenica.

Per gli incontri di approfondimento sulla spiritualità si inizia giovedì 28 novembre alle ore 21 in Duomo con Elena Varvello, scrittrice torinese di grande raffinatezza, già conosciuta dal pubblico biellese per il suo intervento al TEDxBiella a Palazzo Gromo Losa nella scorsa primavera. La scrittrice, presenterà il suo scritto “I giorni sulla Terra” (Effatà editrice), che partendo dalla storia di Giobbe racconterà una storia contemporanea. Come dice Elena Varvello: “una serata nella vita di un uomo perbene che, come Giobbe, ho patito perdite che ritiene indicibilmente ingiuste. Il suo incontro, durante una festa in collina, con una donna che ha appena cominciato il proprio viaggio nel mondo della scrittura. La condivisione di una storia che, forse, potrà mostrare, anche se solo per un istante, il suo significato. Perché, come scriveva Simone Weil: "Il vero mistero non è la sofferenza, è la sventura".

Per la periodica esposizione di opere d’arte contemporanea legate al tema del sacro, che ci consentiranno di integrare e far dialogare i beni artistici che la Cattedrale o il Battistero custodiscono con un linguaggio nuovo e accattivante, si parte con l’opera L’argomento del terzo uomo di Marco La Rosa che rivisita in modo inusuale l’Ultima Cena di Leonardo. Le forme in resina sono le mani dei convitati e noi dobbiamo intuire e riempire il vuoto delle figure mancanti di una delle opere più significative di Leonardo. La mano di Giuda che stringe il sacchetto dei trenta denari è il calco della mano dell’artista, perché l’arte è verità e insieme finzione, così ci chiediamo se l’artista-uomo sia traditore o salvatore della sua opera e se si mente o ci si dichiara attraverso l’arte.

Il ciclo, dopo la pausa natalizia, riprenderà a fine gennaio sino alla Quaresima con le opere di Daniela Novello e poi di Elizabeth Aro, artista argentina già presente a palazzo Ferrero in occasione della mostra “ContemporaneA. Artiste si raccontano” e che in queste settimane è in mostra con una grande installazione a Palazzo Madama a Torino.

Questo progetto, partito dalla sensibilità e volontà della Parrocchia di Santo Stefano, sin dagli inizi ha avuto un buon riscontro da parte della comunità civile e, anche grazie al generoso contributo degli sponsor, può partire con tutte le buone premesse per poter sviluppare gli obbiettivi prefissi.

Redazione B.

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