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COSTUME E SOCIETÀ | 11 ottobre 2019, 13:06

Una storia di ordinaria quotidianità. "A cinquant'anni per il mondo del lavoro sei una vecchia scarpa"

"Voglio dimostrare alla società che io esisto" una lettrice racconta la esperienza di vita

Una storia di ordinaria quotidianità. "A cinquant'anni per il mondo del lavoro sei una vecchia scarpa"

"Sono una donna di 50 anni madre di due ragazze. Una persona come tante altre che ha sempre vissuto e creato ciò che ha oggi, lavorando. Ho iniziato molto presto la mia attività all'interno di un negozio e lì vi ho passato praticamente tutta la mia vita. Poi necessità aziendali hanno fatto cambiare completamente la mia strada e mi sono ritrovata a fare "solo" la casalinga. Non nego che non avere più orari da rispettare mi ha fatto "spostare" quell'asse immaginario che avevo ben fisso da più di 35 anni. Senso di libertà, di fantasia che galoppa su ciò che finalmente avevo il tempo di realizzare, di serenità per ciò che potevo vivermi senza corse; ma anche il senso di inutilità, di incapacità e di vuoto che di colpo mi trovavo a "sentire", non avendo più un ruolo nel mondo produttivo.

Ti senti annientato ma devi avere sempre il sorriso sulle labbra per non dare ulteriore dolore alla tua famiglia, mentre il cervello deve lavorare per capire cosa sarà domani. Non nego che se non avessi avuto le mie figlie alle quali pensare io avrei già da tempo accontentato la mia vita con il pochissimo che la società offre a una persona di mezza età. Perché, pur non sentendomi  i 50 anni li ho, e questo per l' ambiente lavorativo equivale ad avere la lebbra. Sei vista come una vecchia scarpa non alla moda.

Qualche giorno fa mi sono iscritta ad un corso professionale. Ho sostenuto una selezione e da poche ore mi è stato riferito che sono stata accettata. Sono in mezzo a ragazzi e ragazze sotto i 30 anni che avranno mille forze più di me. Non so se avrò modo di lavorare dopo questo corso ma so che ogni giorno sarò presente in aula e niente e nessuno mi potrà impedire di dare il mio massimo perché devo dimostrare alla società ma sopratutto a me stessa che io esisto e posso ancora dare molto".

Luca Stecchi

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