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ATTUALITÀ | 11 ottobre 2019, 07:20

Cinghiali, la Regione assicura il pagamento dei danni arretrati agli agricoltori per il triennio 2015-17

Varata anche l'estensione del periodo di caccia selettiva.

cinghiali regione

I consiglieri regionali della Lega Andrea Cane, Mauro Fava e Claudio Leone hanno partecipato martedì sera ad un incontro a Pertusio con allevatori e agricoltori locali. Tema dell’appuntamento, la proliferazione indiscriminata delle specie selvatiche, su tutti i cinghiali, che mettono a repentaglio le colture.

"Purtroppo scontiamo cinque anni di provvedimenti che hanno limitato, se non ostacolato, le possibilità di contenimento degli ungulati: basti pensare che la legge regionale del 2018 è la più restrittiva d’Italia per quanto riguarda le operazioni venatorie volte all’abbattimento selettivo dei capi – commenta il consigliere rivarolese Leone – L’attuale Giunta è in carica da poco più di due mesi, ma ha già dimostrato di avere un altro passo e le idee ben chiare. Prima di tutto, con delibera del 2 agosto 2019, è stata concessa la possibilità, alla Città Metropolitana e alle Province, di estendere il periodo di caccia selettiva, che è fondamentale, visto che rappresenta circa il 93% degli abbattimenti annui di cinghiali. In secondo luogo, è stata approvata una variazione di bilancio ad hoc per saldare gli arretrati agli agricoltori che ancora attendono il pagamento dei danni subiti dal 2015 ad oggi. Entro la fine dell’anno verranno versate le quote del 2015 e ’16, a cui seguiranno a breve quelle del '17".

Non basta però una Delibera regionale, se poi manca la volontà politica da parte degli Amministratori di sinistra o Cinquestelle di attuarne le norme."Sono trascorsi due mesi e ancora la Città Metropolitana, che ha la competenza sull’attività venatoria, non l’ha recepita – aggiunge Claudio Leone – E’ evidente che si ragiona ancora in base ad una visione distorta dell’ambientalismo, che non tiene in nessun conto gli sforzi e i sacrifici pagati dai nostri coltivatori e che criminalizza ingiustamente la caccia. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, visto che negli ultimi tre anni il numero di cinghiali è aumentato esponenzialmente e con essi le devastazioni a campi e coltivazioni. Non solo, ma nel giro di pochi anni ci troveremo di fronte anche all’emergenza lupi, i cui branchi stanno crescendo visibilmente, senza che questo comporti una diminuzione contestuale degli ungulati, come qualche strampalata teoria ecologista sosteneva. Pensare che il lupo assolvesse alla funzione di predatore naturale del cinghiale si è rivelato uno sbaglio clamoroso e ora stiamo cominciando a pagarne le conseguenze".

"E’ necessario quindi un cambio di passo rispetto alla Giunta Pd, anche a livello di caccia e agricoltura. Sono tanti i problemi irrisolti che abbiamo trovato al nostro insediamento, in tutti i settori – affermano in conclusione Cane e Fava – Ma per quanto riguarda l’ambiente, non possiamo che riscontrare come negli ultimi anni sia prevalsa un’ottica demagogica di ambientalismo fine a se stesso. E’ giusto che il lupo abbia il suo habitat per vivere e riprodursi, ma è altrettanto necessario tutelare l’uomo e soprattutto è vitale difendere e tutelare la residenzialità in montagna, laddove questa sia messa a rischio dagli animali selvatici".

Dal nostro corrispondente di Torino

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