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Biella motori | 07 ottobre 2019, 17:21

Lancia Fulvia International Meeting, una cinquantina di auto a Biella per il raduno

Splendide vetture, ospiti d'eccezione, ospitalità ed organizzazione eccellenti firmano un altro successo organizzativo dell'Automobile Club Biella

lancia fulvia

Foto Fighera

Metti una cinquantina di Fulvia, aggiungici un variegato parterre di personaggi che ne hanno evidenziato le imprese sportive; condisci il tutto con un'abile regia organizzativa: ed ecco servito il Lancia Fulvia International Meeting, riuscito evento organizzato dall'Automobile Club Biella, svoltosi nelle giornate di sabato 5 e domenica 6 ottobre.

Sono da poco passate le 9 di sabato 5 ottobre quando Piazza Duomo inizia timidamente ad animarsi in una soleggiata mattinata accompagnata da un'aria frizzantina, che va riscaldandosi man mano che le Fulvia prendono posto e gli ospiti arrivano. Si allineano le vetture mentre si effettuano le registrazioni degli equipaggi, con gli speakers che intervistano campioni quali Piero Sodano o Amilcare Ballestrieri, man mano che arrivano. La piazza va riempiendosi di auto mentre da un altro versante fanno capolino Simo Lampinen e John Davenport: la febbre sale quando lo storico duo viene accolto con gli onori del caso.

Gabriele Bodo e Mauro Bocchio, tra i registi dell'evento, aprono le partenze con una Fulvia 3 "Montecarlo", seguiti in rapida sequenza dalle vetture che in pochi minuti lasciano Piazza Duomo; è un variopinto susseguirsi di HF "fanalone" e "fanalino", Sport Zagato, "leva lunga" e berlina 2C, con due gemme quali le "F&M" barchetta che lasciano senza fiato i presenti, incuriositi anche dalle due coupè con la guida a destra arrivate dalla Gran Bretagna.

Dopo il tuffo nel passato col controllo a timbro presso l'ex Officina Maglioli, si punta verso Balocco dove FCA Proving Ground apre le porte all'evento condividendone il tracciato assieme ai partecipanti. Un ricco ed apprezzato buffet rifocilla i presenti tra le due sessioni, terminate le quali, si sale nella sala convegni dove il giornalista Luca Pazielli modera l'incontro con i prestigiosi ospiti che con le loro gesta, hanno scolpito la storia sportiva della Lancia Fulvia. Personaggi e ricordi si alternano e ritrovano assieme a filmati inediti; raccontano e rivivono quei momenti irripetibili; si emozionano e si commuovono: emozionano e commuovono. Ballestrieri, Bernacchini, Sodano, Lampinen, Davenport, Pregliasco, Tonti, Besozzi, Garin; ma anche i meccanici artefici di imprese impossibili e Ariella Mannucci che ha parole di affetto per Sandro Munari. Si rientra a Biella per ritrovarsi alla cena di gala a Cascina Era e sono ancora racconti e testimonianze che si alternano a sorrisi ed applausi.

Non c'è il sole del giorno prima, ma la temperatura è "calda" comunque, quando le vetture riprendono possesso di Piazza Duomo domenica mattina, col sindaco Corradino ed il suo vice Moscarola a portare il saluto ed il benvenuto a Biella alle Fulvia e ai loro possessori, poco prima di ripartire per attraversare l'Oasi Zegna fino a raggiungere Oropa dove la prova di abilità conclude la parte su strada, prima dell'apprezzato pranzo a base di specialità locali.

"Aci Biella - commenta il presidente Andrea Gibello - è stata molto contenta di ospitare sul territorio questa alta manifestazione che dà lustro al Biellese insieme al Rally della Lana e al Giro Valli Biellesi. Si è trattato di un evento "spot" che non avrà un seguito, sulla linea del raduno Lancia Stratos del 2016. E' stato un onore riportare insieme queste vecchie glorie, dai piloti, ai navigatori, agli ingegneri fino ai meccanici che hanno contribuito a rendere la Fulvia un mito in tutto il mondo". 

E' la consegna dei riconoscimenti agli equipaggi che meglio si sono destreggiati nelle prove e a coloro i quali hanno contribuito per la riuscita della manifestazione, come hanno confermato gli unanimi giudizi positivi, che va a chiudere un evento dedicato all'iconica vettura che ha regalato emozioni e successi e che ancor oggi, spesso viene ricordata col vezzeggiativo "Fulvietta", ma che quando fa salire di giri il quattro cilindri, ci riporta tutti a quella notte del gennaio 1972 sul Col del Turini.

 

Comunicato Stampa Lancia Fulvia - bb

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