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Biellese Magico e Misterioso | 29 settembre 2019, 08:00

Il Biellese magico e misterioso: La leggenda della nube nera sul Mucrone ed i bombardamenti alleati dell’ultima guerra

A cura di Roberto Gremmo

Il Biellese magico e misterioso: La leggenda della nube nera sul Mucrone ed i bombardamenti alleati dell’ultima guerra

Nell’ultima guerra, i bombardieri alleati non riuscirono mai a bombardare Biella perché una grande nube nera sul Mucrone impediva di individuare la città “dei mille camini” delle aziende tessili.

Questa tradizione d’un intervento salvifico soprannaturale era molto viva alla fine del conflitto e si basava sulla credenza che fosse stata la Madonna d’Urupa a provocare per mesi degli eventi atmosferici straordinari che avrebbero disturbato le azioni belliche dell’aviazione alleata.

Non sappiamo se davvero ci fu sempre un nuvolone minaccioso sul Mucrone a dar fastidio agli aerei alleati e se questo evento fosse davvero provocato dalla mano benevola della Madonna nera, ma é certo che il nostro Biellese venne sostanzialmente risparmiato dai numerosi e devastanti raid punitivi dell’aviziazione sedicente ‘liberatrice’ che invece fece vittime e danni in parecchie altre località dove la strage veniva dal cielo e neppure la periferica provincia di Vercelli venne risparmiata, così come alcuni paesi Biellesi, ma non la città.

Sia la prima incursione su cui esiste documentazione e che avvenne alle ore 1,15 del 25 agosto 1940 sia quelle successive fino alla primavera del 1943 furono inoffensive e gli aerei nemici si limitarono a gettare del manifestini di propaganda.

Soltanto il 6 marzo 1943 alle ore 10,50 aerei isolati mitragliavano la tramvia elettrica Vercelli-Trino nei pressi di Desana senza causare vittime poiché il personale viaggiante s’era in tutta fretta sparpagliato in campagna. Mitragliavano pure un carro a traino animali, uccidendo il conducente Martino Prando da Costanzana ed incendiando il veicolo mentre la notte del 18 marzo 1944 aerei nemici sganciavano due bombe di medio calibro sulla frazione Mantié di Motta dei Conti distruggendo varie case ed incendiando i fienili, uccidendo sei bambini e ferendo due adulti.

La notte del 19 marzo quattro aerei mitragliavano una colonna di carri a traino animale a Cavaglià danneggiando il carico ed uccidendo tre conducenti e tre cavalli.

Gli stessi velivoli mitragliavano una vettura del Ministero dell’Interno a Tronzano sulla stradale Torino-Vercelli uccidendo l’autista Benedetto Montini.

Il 28 maggio alle ore undici e venticinque tre formazioni nemiche sganciavano nella zona periferica a nord di Vercelli un centinaio di bombe dirompenti di medio calibro colpendo la scuola “Carducci” adibita a caserma, magazzini generali e fabbricati rustici. Quattro bombe colpivano il binario ad ovest della stazione ferroviaria interrompendo la linea Milano-Torino per circa 300 metri. Si lamentavano 19 morti e 97 feriti ed un morto e due feriti allo scalo ferroviario di Fontanetto Po.

Nelle prime ore del 5 settembre venivano sganciate alcune bombe sul monastero di suore francescane a Trino Vercellese causando quattro morti e dodici feriti ed il mattino del 10 settembre aerei nemici mitragliavano un treno nei pressi della stazione di Rive causando la morte di Carla Prego ed il ferimento del personale di macchina.

La notte del 30 settembre un aereo nemico mitragliava alcune abitazioni di Vercelli in corso Novara. Nelle stesse ore un aereo nemico bombardava una colonna tedesca uccidendo quattro militi ed il 7 novembre aerei nemici mitragliavano un automezzo sulla strada da Vercelli a Trino ed il 12 novembre un aereo lanciava alcune bombe su Cossato danneggiando il Municipio e le scuole ferendo una persona e successivamente lanciava alcuni spezzoni incendiari ed una bomba nei pressi della centrale elettrica di Biella, senza causare vittime.

Il 18 novembre venivano lanciate quattro bombe su due cascinali di Motta dei Conti danneggiando i tetti.

Il primo gennaio 1945 verso le ore 6,45 alcuni aerei bombardavano alcune frazioni di Trivero lanciando bombe dirompenti e spezzoni incendiari che colpivano diverse case ed un asilo infantile uccidendo cinque persone.

Il 2 gennaio alla stazione di Olcenengo un mitragliamento aereo feriva due civili su un treno passeggeri e metteva fuori uso una locomotiva. Sulla strada da Vercelli a Torino veniva ucciso un ciclista e verso Chivasso bombe aeree incendiavano un automezzo dell’”Ispettorato del Lavoro”.

Il 9 ed il 10 gennaio tre aerei nemici del tipo “Macchi” effettuavano azioni di mitragliamento contro i treni nella stazioni di Sant’Antonino di Saluggia, Saluggia, Borgovercelli e Santhià. Si lamentavano danni materiali nonché 19 morti a Santhià. 48 feriti a Santhià ed uno a Saluggia.

Il 22 gennaio alla periferia di Vercelli nei pressi del posto di blocco di Porta Milano aerei nemici bombardavano ed uccidevano un uomo e ne ferivano tre, danneggiando tre autocarri. Alle ore 15 altri caccia bombardieri mitragliavano la campagna fra Tronzano e Stroppiana causando due morti e danneggiando alcuni automezzi.

Il mattino del 25 gennaio aerei nemici bombardavano la stazione di Santhià e le Officine Magliola, successivamente veniva colpito un autocarro della “Guardia Nazionale Repubblicana” sulla provinciale Vercelli-Quinto-Gattinara uccidendo il brigadiere Giacomo Lorenzini e ferendo altri quattro militari.

Il 27 gennaio quattro caccia bombardieri sganciavano otto bombe di medio calibro a tre chilometri sulla statale da Vercelli a Gattinara, danneggiavano un automezzo militare germanico ed un’autocorriera uccidendo due persone e ferita un’altra.

Alle ore 15 del 27 gennaio sull’autostrada Torino-Milano nei pressi della cascina Selva di Cigliano altri aerei uccidevano Domenico Fontana di Torino e Teresa Del Sinore da Milano e ferivano gravemente Beppe Busca. distruggendo la loro autovettura.

Il 28 gennaio aerei nemici sganciavano quattro bombe nei pressi del ponte ferroviario sul fiume Sesia fra Ghislarengo e Carpignano, causando danni alla linea telegrafica e telefonica.

Alle ore 16,30 del 29 gennaio aerei nemici effettuavano un’azione di mitragliamento sull’autostrada all’altezza della cascina Mandria, uccidendo il commerciante Valentino Felice di Torino e due notti dopo quattro caccia bombardieri sganciavano due bombe sulla sponda sinistra del fiume Sesia ferendo cinque persone.

Ancora il 7 febbraio nei pressi di Salussola aerei nemici mitragliavano un carro a trazione animale uccidendo una persona e ferendone gravemente un’altra.

L’11 marzo aerei nemici sganciavano diverse bombe nel pressi della stazione ferroviaria di Vercelli colpendo il rifugio uccidendo otto persone (Antonio Adami, Luigi Arrigoni di dieci anni, Angelo Bredo, Eugenio Bredo, Mario Ferrara, Felice Lucca, Marcellina Massa e Giuseppe Trotta) e ferendone tre.

Altre otto bombe colpivano la sede ferroviaria causando lievi danni.

Nel pomeriggio del 20 marzo aerei nemici mitragliavano la stazione ferroviaria di Santhià e l’attigua zona industriale ferendo due persone ma provocavano solo pochi danni alle tettorie dello stabilimento “Magliola”, del “Consorzio produttori” e di altri fabbricati.

Il 31 marzo aerei nemici nei pressi di Oldenico sulla strada da Vercelli a Gattinara mitragliavano un autocarro uccidendo tre persone e ferendone due. Poco dopo nella stazione ferroviaria di Borgovercelli veniva bombardata una locomotiva e dei carri merci.

Il 31 marzo sulla provinciale da Vercelli a Varallo aerei nemici mitragliavano un autocarro della Cartiera Italiana di Serravalle uccidendo tre operai e ferendone altri due.

Il 1 aprile sulla statale da Vercelli a Casale venivano uccisi dagli aerei nemici un militare tedesco ed un incolpevole ciclista.

Il 17 aprile apparecchi mitragliavano un automezzo in territorio di Saluggia causando due vittime civili e due feriti.

Nei giardini pubblici di Vercelli limitrofi alla stazione ferroviaria una piccola stele ricorda le vittime innocenti dei bombrdamenti alleati.

Il cippo é arrugginito e lordato da una scritta ormai illeggibile.

Per questi morti c’é poca memoria.

E’ invece rimasta nell’immaginario popolare la convinzione che un evento straordinario come la nube nera sul Mucrone abbia davvero salvato Biella dal disastro aereo. Un miracolo della Madonna nera dl’Urupa ?

 

Saremo grati a chi vorrà segnalarci realtà analoghe a quelle esaminate in questo articolo scrivendo a storiaribelle@gmail.

Per approfondire questi argomenti segnaliamo un libro pubblicato da Storia Ribelle casella postale 292 - 13900 Biella.

Roberto Gremmo

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