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ATTUALITÀ | 23 settembre 2019, 11:01

La foto della discordia di Salvini finisce in Prefettura, Moscarola: “Polemiche ridicole”

L'immagine del leader leghista, appesa nell'ufficio del vicesindaco di Biella, era finita al centro di furiose polemiche sui social. Ora, su questa vicenda, i cinque consiglieri del Pd (Marco Cavicchioli, Valeria Varnero, Diego Presa, Marta Bruschi e Mohamed Es Saket) hanno presentato un esposto ufficiale.

esposto foto salvini

È scontro aperto tra il vicesindaco di Biella Giacomo Moscarola e il gruppo consiliare del Partito Democratico. Dopo la questione dei giardini Zumaglini delle scorse settimane (wi-fi e taglio piante), nuova puntata della querelle a distanza che vede al centro la foto di Matteo Salvini affissa nell'ufficio del numero 2 della giunta Corradino.

Nei giorni scorsi, i cinque consiglieri del Pd (Marco Cavicchioli, Valeria Varnero, Diego Presa, Marta Bruschi e Mohamed Es Saket) hanno presentato un esposto ufficiale in Prefettura su questa vicenda, scoppiata poco più di un mese fa: nella prima metà di agosto, sul proprio profilo social, Moscarola aveva postato una foto che lo ritraeva con l'immagine del segretario federale della Lega, all'interno del suo ufficio a Palazzo Pella. Molti, fin da subito, si lamentarono dell'inappropriato selfie contestando la mancanza, come da protocollo, dell'immagine del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sui muri dell'ufficio pubblico. Tra questi anche la consigliera dem Bruschi.

La risposta non si fece attendere e, durante la diretta social che annunciava la bozza del nuovo regolamento di Polizia locale, Moscarola affermò: “Nel mio ufficio metto quello che voglio. E siccome mi occupo di sicurezza, il diretto responsabile a livello nazionale è il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Finchè sarà al Viminale, la foto rimarrà nel mio ufficio”.

Da quel momento, il termometro del dibattito è aumentato ulteriormente, specialmente dopo la caduta dell'esperienza gialloverde e con l'arrivo al ministero dell'Interno di Luciana Lamorgese, al posto del leader leghista. Ora, l'ennesimo atto con l'esposto alla Prefettura per una vicenda ancora lontana dalla parola fine. Chiamata ad esprimersi nuovamente sulla vicenda, la consigliera Bruschi ha citato le direttive dell'Ufficio del Cerimoniale di Stato, consultabile sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri: “Visitando la pagina e leggendo i vari punti, si nota come non si possano esporre foto di altre autorità negli uffici comunali al di fuori del Presidente della Repubblica. Appare evidente che affiggere la fotografia del segretario di un partito politico faccia venire meno l'immagine di imparzialità e autonomia che deve contraddistinguere ogni ufficio pubblico”.

Sull'accaduto, Moscarola ha sottolineato come “queste polemiche siano ridicole. Hanno lasciato una città in pessime condizioni, con un lungo elenco di problemi. E invece di concentrarsi su Biella fanno polemica per una fotografia. La Prefettura ha cose più importanti da fare rispetto a tutto questo. Per fortuna i cittadini hanno capito con largo anticipo di che pasta sono fatti e li hanno puniti alle urne. Li ringrazio per la pubblicità che mi fanno ma dovrebbero pensare a cose serie”.

g. c.

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