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POLITICA | 19 settembre 2019, 17:37

L'addio di Filippo Regis: “Ecco perchè lascio il Partito Democratico”

“È stata aperta la pagina Social del Comitato Azione Civile di Biella – spiega - dove spero confluiscano tutti coloro che abbiano voglia di confrontarsi serenamente ed impegnarsi nella vita del nostro territorio lontani dal clima da bassa tifoseria a cui la politica nazionale ci ha abituati”.

filippo regis

Riceviamo e pubblichiamo:

“Sono sempre stato definito un “renziano” della prima ora, apostrofato spesso con questo termine in maniera quasi dispregiativa. Non mi sono mai definito un “comunista” e mi ha sempre infastidito che lo facessero gli altri non perchè la reputassi in qualche modo un'offesa ma perchè, semplicemente, non rispecchiava il mio modo di vedere le cose. Quello che mi spinse a tornare a frequentare la sede del Pd, dopo 25 anni, a cavallo delle elezioni del 2013 fu proprio la sensazione che vi fosse finalmente la volontà di un cambiamento, incarnata allora nell'ex sindaco fiorentino, verso una linea che guardasse al futuro; quella volontà che un quarto di secolo prima, da ragazzo, mi fece iniziare la militanza in un Partito che, sotto la guida di Achille Occhetto, si apprestava alla più grande svolta politica della storia di questo Paese.

In entrambi i casi le motivazioni erano le medesime: l'assoluta convinzione che si dovesse consegnare il passato alla storia guardando avanti perchè chi si impegna nella cosa pubblica che resta, nella mia visione romantica,il più nobile e gravoso degli impegni, deve sicuramente guardare con rispetto a ciò che hanno fatto i propri padri ma non deve mai perdere di vista l'obiettivo più importante che e' rappresentato dal futuro dei propri figli.

La Resistenza così come le lotte di classe sono valori fondativi del nostro Paese che hanno contribuito in maniera sostanziale alla creazione della meravigliosa democrazia che siamo oggi ma sono come un gioiello prezioso che viene tramandato di padre in figlio che va custodito, anche gelosamente, ma che non ha più ragione di essere indossato. Nel terzo millennio limitarsi ad una cieca contrapposizione fra “destra” e “Sinistra” non ha senso storico, politico e ideologico cosi' come utilizzare terminologie vecchie di 80 anni perchè non esiste, oggi, il pericolo di un ritorno ad un passato che la storia stessa ha segregato fra le ideologie fallimentari del secolo scorso (il secolo scorso!).

La palese svolta che il Pd ha intrapreso, meno moderata rispetto alla linea che condividevo, mi impone per onesta' intellettuale di seguire Matteo Renzi nella fondazione del nuovo progetto politico. Nessun personalismo perchè chi lascia una strada piana, solida e battuta per una più irta, nuova e piena di incognite può essere tacciato di tutto fuorchè di strategia. Negli anni passati nella compagine di Governo di questa città ho più volte ed in tempi non sospetti “urlato” che il modo a tratti spocchioso con cui il Pd sembrava autoreferenziarsi una superiorità culturale e politica ci stava allontanando dalla gente. Occorreva cambiare marcia e linguaggio perchè il buon Governo non e' sufficiente nell'era della comunicazione digitale e questo, i nostri avversari, lo hanno capito molto bene fin da subito.

Il risultato delle elezioni e' stato chiaro, spietato e cocente ma il fatto che i confronti che ne sono susseguiti non siano serviti a far comprendere , ai più, che il problema eravamo noi e il nostro modo di porci nei confronti delle persone non lascia spazio a chi ha ancora voglia di impegnarsi in maniera propositiva se non quello rappresentato dalla libertà di percorrere altre vie. L'auspicio e' quello che lo scossone rappresentato dalla materializzazione del nuovo soggetto nello spettro politico del Paese serva a creare, intorno a se', l'attenzione e l'impegno di tutti i moderati specie quelli che hanno, in questi anni, disertato le urne in modo sempre e allarmatamente più importante e che il Pd ne sia parte attiva e realmente propositiva. Nel mentre e' stata aperta la pagina Social del Comitato Azione Civile di Biella dove spero confluiscano tutti coloro che abbiano voglia di confrontarsi serenamente ed impegnarsi nella vita del nostro territorio lontani dal clima da bassa tifoseria a cui la politica nazionale ci ha abituati".

Filippo Regis

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