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ATTUALITÀ | 15 settembre 2019, 14:53

Stemma della Brigata Sassari a Biella per Alberto La Marmora

sassari

Chiesa di S. Sebastiano, il Generale della Sassari, sindaco e massime autorità di Biella accanto al monumento ad Alberto Ferrero della Marmora

Giovedì 12 settembre, il primo cittadino di Biella, Claudio Corradino, ha accolto il Generale della Brigata “Sassari”, Andrea Di Stasio, giunto in città per lo scoprimento dello stemma della Brigata “Sassari”, apposto in S. Sebastiano, tempio civico cittadino, sulla tomba di Alberto Ferrero della Marmora, ad onore del quale è dedicata in Sassari l’omonima caserma, sede del Comando della Brigata stessa.

Accanto al Sindaco, le massime autorità di Biella, la dott.ssa Patrizia Bianchetto, Vice Prefetto Vicario della Provincia di Biella, il Colonnello Pasquale Marotta, Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, il dott. Nicola Alfredo Parisi, Questore della Provincia di Biella e il nuovo Ten. Col. Mauro Fogliani, Comandante Provinciale dei Carabinieri, alla sua prima uscita pubblica.

Con loro, Francesco Fosci, fiduciario del Nucleo biellese dell’Associazione Nazionale Brigata “Sassari”, intitolata al Cap. Emilio Lussu, Giuliano Lusiani, presidente del fanti piumati dell’Associazione Nazionale Bersaglieri, Guardia d’Onore alla Tomba del Fondatore, Davide Neggia, presidente della sezione di Biella dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia e Vincenzo De Vivo, presidente della sezione di Biella dell’Associazione Nazionale Carristi Italiani.

Durante l’incontro, il marchese Francesco Alberti della Marmora ha consegnato al Sindaco e al Generale un volume sulla poliedrica figura dell’antenato Alberto Ferrero della Marmora, illustrata poi dalle parole del presidente di Su Nuraghe, Battista Saiu.Affiancato da soci ed amministratori del Circolo sardo, Saiu, di Alberto della Marmora ha messo in luce la figura di soldato risorgimentale – dalle battaglie napoleoniche, alla partecipazione ai moti liberali del 1821, che l’esiliarono in Sardegna - e di scienziato: geologo, naturalista e cartografo, primo a studiare in modo scientifico la Sardegna, terra che ha amato e sulla quale ha vissuto complessivamente 13 anni, 4 mesi e 17 giorni: “anni, mesi di patimenti, di lavoro, di attività”: computo da lui puntualmente effettuato e trascritto su un taccuino, lasciato in dono al celebrato linguista sardo, canonico Giovanni Spano, ed ora custodito nella Biblioteca Universitaria di Cagliari.

Dopo lo scoprimento dello stemma della Brigata “Sassari”, padre Martino Martyniuk, Guardiano del convento di San Sebastiano, ha impartito la benedizione il lingua sarda.A seguire, “Vino d’onore” e visita alla casa di Alberto della Marmora, nel borgo storico del Piazzo di Biella.

Simmaco Cabiddu (Su Nuraghe Biella)

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