/ CRONACA

CRONACA | 12 settembre 2019, 10:39

Attenzione a queste email: "Vedo cosa stai facendo. Paga o i tuoi sporchi video finiranno ad amici e parenti"

Nuovi tentativi di estorsione attraverso mail che chiedono il pagamento in bitcoin di cifre anche rilevanti

email

Foto di repertorio

….Pensi davvero che fosse una specie di scherzo o che puoi ignorarmi? Vedo cosa stai facendo, pedofilo. Smetti di fare shopping e xxxxxxxxx, il tuo tempo è quasi finito. Sì, so cosa stavi facendo sabato. Ti sto osservando…….. Se non finanzierai questo indirizzo bitcoin xxxxxxxxxxxxxxxxxx con 5.000 Euro entro xxxxxxxx prossimo, contatterò i tuoi parenti e tutti i tuoi iscritti nell’elenco e mostrerò loro le tue registrazioni di pedofilia”.

E’ questo il testo della email di spam che, nell’ambito del nuovo fenomeno di “estorsione”, viene recapitata agli ignari destinatari al fine di gettarli nel panico e indurli a pagare, in cryptovaluta, la cifra richiesta per evitare la divulgazione dei video. A dare l'allarme è la Polizia Postale, attraverso la sua pagine dedicata ai crimini online.

Il rischio di cadere nella trappola degli estorsori, per chi riceve questa mail, è legato al timore che, attraverso l'accesso ai profili social, qualcuno possa rovinare la nostra reputazione creando e diffondendo video o fotografie infamanti. Su questo aspetto, tuttavia, la Polizia Postale è del tutto rassicurante: "Il criminale non dispone, in realtà, di alcun filmato che ci ritrae in atteggiamenti intimi né, con tutta probabilità, delle password dei profili social da cui ricavare la lista di nostri amici o parenti", precisano gli esperti che, di conseguenza, invitano a non cedere assolutamente al ricatto. 

"L’esperienza maturata con riguardo a sextortion e ransomware - aggiungono - dimostra che, persino quando il criminale dispone effettivamente di nostri dati informatici, pagare il riscatto determina come unico effetto un accanimento nelle richieste estorsive, volte ad ottenere ulteriore denaro".Per questo la soluzione migliore è proteggere adeguatamente email e account virtuali impostando password complesse; evitando di utilizzar la stessa password per più profili; abilitando, se possibile, meccanismi di autenticazione “forte” agli spazi virtuali, che associno all’inserimento della password, l’immissione di un codice di sicurezza ricevuto sul nostro telefono cellulare.

Dal nostro corrispondente di Vercelli

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore