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ATTUALITÀ | 24 agosto 2019, 07:00

Rifiuti a Cavaglià, l'indignazione di Augusta Bortolotto

Il capogruppo di Uniti per Cavaglià: "Siamo veramente preoccupati per la possibile realizzazione di un impianto di compostaggio e biogas in regione Gerbido"

Augusta Bortolotto - Foto di repertorio

Augusta Bortolotto - Foto di repertorio

La possibile realizzazione di un impianto di recupero della FORSU (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano), con produzione di biometano e compost,  in regione Gerbido a Cavaglià, preoccupa Augusta Bortolotto, capogruppo della minoranza di Uniti per Cavaglià: "Siamo veramente indignati per la considerazione pressoché nulla da parte delle autorità competenti relative al possibile rilascio di autorizzazione all’impianto FORSU a Cavaglià. Il nostro territorio da sempre martoriato per gli interessi di privati, ancora una volta viene scambiato come terra di rifiuto, non per il Biellese, ma per rifiuti che proverranno da extra regione. La bellezza di 62.000 tonnellate annue di inqualificabile spazzatura che arriverà dalle località più disparate. Ciò aggraverà ulteriormente l’aria già resa compromessa dagli attuali impianti: discariche, polo tecnologico, impianti per il riciclo della plastica, CSS, e così via ..... Da un’attenta analisi del progetto siamo sconcertati da studi dai quali risulta che dall’impianto avremmo un benessere generale, dalla qualità dell’aria, alla insussistenza di odori, rumori , ecc.   

Ci sentiamo nuovamente presi in giro, senza contare che non si accenna mai alle garanzie economiche in caso di disastro ambientale, mai di fideiussioni, pur sapendo che il sottosuolo é di natura ghiaiosa (vedi le numerose cave di estrazione), è permeabile, ed in prossimità ci sono aziende (purtroppo le poche sopravvissute) che offrono lavoro ai nostri cittadini.". 

Augusta Bortolotto ricorda quanto successo a Masserano: "Si è persa le memoria di quel disastro, dovuto ad una fuga di biogas dalla discarica! I terreni di quell’area sono già presidiati da pozzetti di rilevazione per scongiurare potenziali fughe di biogas in perdita, provenienti dagli impianti esistenti. Nessuno ricorda che nel marzo 2008 i cittadini votarono un referendum che nacque proprio per porre un diniego assoluto, forte e qualificante. Esso fu l’emanazione alla delibera provinciale del 23 luglio 2007 che approvò una mozione secondo cui non sarebbe stato possibile creare nuovi insediamenti per i trattamenti dei rifiuti nel territorio di Cavaglià  senza aver prima consultato i cittadini. E’ passato un decennio o poco più, non un secolo!!".

Alessandro Bozzonetti

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