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COSTUME E SOCIETÀ | 17 agosto 2019, 10:04

Laboratorio storico - linguistico per l’integrazione all’ITIS di Biella VIDEO

Allegato, ragazzi della Classe IH ITIS, Quintino Sella al Museo delle Migrazioni di Pettinengo davanti alla statua di Francesco Ciusa

Allegato, ragazzi della Classe IH ITIS, Quintino Sella al Museo delle Migrazioni di Pettinengo davanti alla statua di Francesco Ciusa

Durante l'anno scolastico appena trascorso, gli alunni della classe IH dell’Istituto Tecnico Industriale “Quintino Sella” di Biella, guidati dai docenti Daniela Gavioli (Storia ed Italiano) e Matteo Rebuffa (Lingua Inglese), hanno sviluppato un progetto denominato “Laboratorio storico - linguistico per l'integrazione”, in collaborazione con il Museo delle Migrazioni, Cammini e Storie di Popoli.Durante la prima fase, riguardante la parte linguistica, gli studenti hanno dedicato un’ora settimanale allo studio di forme basiche di presentazione, cortesia e cooperazione delle lingue studiate a scuola come l’Italiano, l’Inglese, il Francese e lo Spagnolo e di altre parlate all’interno del nucleo famigliare di alcuni compagni, quindi sconosciute ad altri, quali  Rumeno e Arabo.

Con l’obiettivo di porre sullo stesso livello d’importanza linguistica anche i dialetti, sono stati presi in esame anche il Piemontese, il Siciliano e il Sardo.Per quanto concerne la parte storica, è stato analizzato il fenomeno migratorio globale dal punto di vista crono-storico, partendo dall’antichità per arrivare fino ai tempi odierni.La seconda fase, in vista della visita al "Museo delle Migrazioni" di Pettinengo, gestito dal Circolo sardo “ Su Nuraghe “ di Biella, è stata dedicata alla messa in pratica delle nozioni precedentemente ricevute. Vi è stata una partecipazione diretta da parte di tutti gli alunni e delle loro famiglie. Per rendere omaggio all'ospitalità sarda, è stato realizzato un lavoro di gruppo che consisteva nel tradurre, verso tutte le lingue e dialetti trattati in classe, le ultime tre quartine della poesia “Sa mamma ‘e su mortu” in lingua sarda, opera del poeta Antioco Giuseppe Casula, meglio noto come Montanaru (Desulo, 1878 –1957). La composizione fu scritta per celebrare la bellezza della scultura di Francesco Ciusa, la cui opera marmorea è esposta all’interno della struttura museale biellese. I versi sono stati scritti a mano su cartoncini colorati, la copertina disegnata sempre a mano, ritrae il volto della statua del Ciusa. Infine, un’alunna, con famiglia di origini sarde, ha fascicolato i cartoncini con sughero e umile spago per legare i salami.La terza fase è culminata con la visita al Museo di Pettinengo, accompagnati dal custode Idillio Zappellone. Alunni e docenti sono stati accolti dal presidente del Circolo "Su Nuraghe" Battista Saiu nella chiesa di San Grato e Sant'Eusebio di Canton Gurgo, dove hanno ricevuto un'esauriente spiegazione sui temi trattati all’interno della struttura museale. Tramite un rapido sondaggio effettuato sul momento si è potuto constatare che più della metà dei presenti aveva almeno un familiare di origine veneta, a conferma della variegata composizione etnica della popolazione biellese. Finalizzata la visita guidata e prima di ricevere la tradizionale merenda caratteristica dell’ospitalità sarda a Biella, una delegata ha consegnato il fascicolo redatto, mentre gli studenti leggevano ad alta voce le quartine tradotte nelle diverse lingue e dialetti studiati a scuola.

La quarta fase del progetto ha visto gli studenti impegnati nella realizzazione di un video della durata di circa 11 minuti, il cui montaggio è stato affidato ad un alunno di origine polacca maturando d'indirizzo meccanico presso il medesimo istituto. Anche disegni e musica che corredano il filmato sono artistica generosa produzione degli alunni.Infine, tra le riflessioni finali su quanto appreso e prodotto, è emerso che rispetto a dialetti e lingue materne, la Lingua Inglese oggi studiata a scuola, così come l’Italiano insegnato ai nostri genitori nell’immediato dopoguerra, è del tutto veicolare e risulta essere la meno parlata e familiare agli stessi alunni. Alcuni di loro sostengono che sia una forma di dominio culturale derivante dall’egemonia esercitata da alcuni paesi del mondo nei confronti di altri ritenuti più deboli dal punto di vista economico, certo non inferiori per storia e cultura … almeno per il momento, concludono altri studenti.I docenti ringraziano Comunità sarda biellese e i collaboratori: Condello Giuseppe, Krystian Golzio, Di Stefano Andrea, Jouida Rachid, Borri Michela, Reale Claudia, famiglia Majjane e famiglia Zedde.

Marta Teoffebu Su Nuraghe f.f.

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