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POLITICA | 14 agosto 2019, 07:00

Provincia, il centrodestra chiede le dimissioni del presidente. La risposta di Foglia Barbisin: “Mai siglato accordi”

Gianluca Barbisin, Michele Mosca, Alberto Fenoglio e Davide Zappalà

Gianluca Barbisin, Michele Mosca, Alberto Fenoglio e Davide Zappalà

È cominciato il braccio di ferro tra le forze del centrodestra e l'attuale presidente della Provincia, Gianluca Foglia Barbisin, sindaco di Coggiola. Attraverso un comunicato congiunto, firmato dai tre segretari provinciali di Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia (Michele Mosca, Alberto Fenoglio e Davide Zappalà), si è chiesto a Foglia Barbisin “di presentare le proprie dimissioni dalla carica di Presidente della Provincia”.

“La sua elezione – prosegue la nota - avvenne a seguito di accordo tra tutte le segreterie politiche provinciali nelle quali si stabiliva che dopo la tornata elettorale del 26 maggio, l’attuale assetto della provincia avrebbe dovuto essere rivisto coerentemente con l’andamento delle elezioni stesse.Ormai sono passati più di 2 mesi: siamo convinti che Foglia Barbisin sia uomo di parola e non manifesterà un attaccamento alla poltrona sulla quale si sedette non a seguito di elezioni vinte ma a seguito di accordo “a tempo”.

A stretto giro di posta, la guida della Provincia ha inviato la sua risposta alle redazioni dei giornali: “In primo luogo il sottoscritto non ha mai siglato alcun accordo che prevedesse le dimissioni dopo la tornata elettorale amministrativa, e sfido chiunque a dire il contrario. Infatti all’epoca delle elezioni dell’attuale amministrazione provinciale non vi era alcuna necessità di accordi per le elezioni del presidente, in quanto esisteva nei comuni biellesi una chiara maggioranza di orientamento progressista. Mentre per il consiglio provinciale fu deciso di approntare un’unica lista che avrebbe dovuto amministrare congiuntamente l’ente, e che, invece, vide il crearsi di un “gruppo di minoranza” da parte del centrodestra. Ho sempre sostenuto che dopo le elezioni si sarebbe aperto un tavolo con tutti i sindaci e le forze politiche del territorio per discutere delle sorti dell’ente provincia e delle sue cariche. E così ho intenzione di fare, convocando, appena sarà possibile, i sindaci. Essi sono gli unici da cui trae legittimazione il mio mandato, e non certamente dalle segreterie di partito. Tale posizione è sempre stata condivisa con tutti anche successivamente all’ultima tornata elettorale”.

“Non comprendo, pertanto, le motivazioni per cui nella settimana di Ferragosto, periodo tipicamente feriale per tutti gli amministratori, mi vengano rivolte tali istanze, e che quest’ultime non siano state preannunciate nel corso dell’ultima seduta di consiglio provinciale – prosegue Foglia Barbisin - Sottolineo anche che l’azione intrapresa dai “firmatari” di questa richiesta non è rispettosa del ruolo dei consigli comunali e dei sindaci, soggetti che io non voglio credere che siano in balia delle segreterie di partito. Il problema principale, che dovrà essere affrontato con il contributo di tutti i comuni, consisterà nell’evitare un vuoto di potere di alcuni mesi, se venissero contemporaneamente a mancare consiglieri provinciali e presidente, che il nostro territorio non potrà sostenere. Già in passato abbiamo visto quanti danni abbia subito il Biellese in occasione della vacatio delle cariche amministrative e dei referenti politici. La nostra stella polare dovrà essere, pertanto, la continuità amministrativa dell’ente che dovrà essere salvaguardata ad ogni costo, anche a quello di sacrificare giochi politici dei partiti e accaparramento di poltrone. Non dimentichiamo che, nei prossimi mesi, vanno affrontate sfide importanti e strategiche sulla viabilità, sulle scuole, in particolare il Liceo di Vallemosso che dovrà essere completamente ristrutturato, oltre che importanti temi ambientali, la partita sull’amianto e la vertenza sull’ampliamento della discarica di Cavaglià. Non da ultimo, non bisogna tralasciare che, anche a causa della “quota 100”, l’ente vedrà il prossimo pensionamento degli unici due dirigenti e non si potrà lasciare la Provincia senza guida”.

"Come detto – conclude - le sorti dell’ente Provincia saranno stabilite di comune accordo insieme ai sindaci, che sono gli unici soggetti legittimati e di riferimento per le scelte sul futuro del territorio. Proprio per non creare un vuoto di governo all’Ente, che causerebbe gravi conseguenze al territorio, ai comuni e ai cittadini, come sindaco dico che tutte le partite possono essere affrontate, compresa quella della presidenza e del consiglio provinciale, avendo a riguardo il benessere del Biellese. Voglio specificare, se ve ne fosse bisogno, che questa posizione non corrisponda ad un mio “attaccamento alla poltrona”, ricoperta a titolo gratuito, ma a criteri di ragionevolezza e buona amministrazione.”

Redazione g. c.

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