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POLITICA | 10 agosto 2019, 07:00

Crisi di governo: elezioni anticipate, rimpasto o governo tecnico? L'opinione dei parlamentari biellesi

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“Inutile andare avanti a colpi di no e di litigi, come nelle ultime settimane. Gli italiani hanno bisogno di certezze e di un governo che faccia, non di Signor No. Dopo questo governo ci sono solo le elezioni ”.

Con queste parole, il leader della Lega Matteo Salvini ha certificato, nella giornata di giovedì, la crisi del governo guidato da Giuseppe Conte, dopo mesi di incertezze e polemiche a distanza. A lungo evocata e mai concretizzata, la crisi tra Lega e Movimento 5 Stelle si è materializzata al termine di una settimana da cardiopalma, con il voto di fiducia al decreto Sicurezza bis e le mozioni sul Tav in Senato che, di fatto, hanno creato le condizioni per la parola fine all'esperienza gialloverde.

Titoli di coda, quindi, dopo una giornata fitta di incontri al Quirinale e a Palazzo Chigi, con il premier pronto a replicare a Salvini in tv (“Questo Governo ha sempre parlato poco e lavorato molto: non era in spiaggia”) e misura ormai stracolma per le forze politiche della maggioranza. Polemiche che sono proseguite nella giornata di ieri, venerdì 9 agosto, con la mozione di sfiducia a Conte depositata in Senato dalla Lega, la richiesta di votarla in tempi rapidi e la convocazione dei capigruppo a Palazzo Madama, decisa per lunedì 12 dal presidente Elisabetta Casellati. In quella sede, si stabilirà quando la sfiducia nei confronti di Conte andrà in aula con l'eventualità, se passasse, di nuove consultazioni per la formazione di una nuova maggioranza o lo spettro del voto da attuarsi presumibilmente tra l'ultima settimana di ottobre e la prima di novembre. Dinamiche e trame a cui stanno assistendo in prima persona i parlamentari biellesi: a loro abbiamo chiesto sensazioni e possibili scenari che potrebbero concretizzarsi dentro il Parlamento da qui alle prossime settimane. Dal voto anticipato, passando all'ipotesi di rimpasto fino alla prospettiva (a sorpresa) di un governo tecnico o di transizione.

Secondo la deputata del Carroccio Cristina Patelli “si deve andare ad elezioni anticipate senza paura e guai a perdere tempo. Diciamo no a rimpasti e governi tecnici perchè il paese ha bisogno di un governo forte che affronti le scadenze urgenti e le questioni del caso. Siamo sereni e per nulla attaccati alle poltrone”.

Chi predica calma è l'esponente del Movimento 5 Stelle Lucia Azzolina: “Da più parti si odono voci di elezioni anticipate ma bisogna capire ancora molte cose. Personalmente niente è scontato nonostante le dichiarazioni ufficiali dei protagonisti. Dico solo che Salvini è tutto e il contrario di tutto. A livello locale governa con il centrodestra attaccando il Pd e poi sulla mozione Tav vota a favore con il Pd? Siamo pronti al voto, se questa possibilità si concretizzerà, ma almeno facciamo passare la riforma sul taglio dei parlamentari. Non è che Salvini abbia temuto la riforma della giustizia, il salario minimo e la legge sul conflitto d'interesse?”.

Sul fronte delle minoranze, il deputato di Forza Italia Roberto Pella opta per le elezioni anticipate da concretizzarsi “in tempi brevi con lo scioglimento delle camere a fine agosto. Se ciò non avvenisse, potrebbe formarsi un governo di transizione per l'approvazione della manovra finanziaria. Sinceramente mi auguro che si voti a fine ottobre perchè è la soluzione migliore per il paese”. Poi l'invito all'unione: “Mai come oggi il centrodestra deve essere coeso e compatto per realizzare quelle riforme necessarie per i cittadini. Mi auguro che a livello nazionale si replichi il modello di governo ben rappresentato a livello locale e regionale con Salvini candidato premier per l’intera coalizione di centrodestra”.

Per il senatore forzista Gilberto Pichetto “non ci sono più le condizioni per continuare: resta solo da capire come si evolverà la situazione e quali decisioni adotterà il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Gli analisti danno per certo la prospettiva delle elezioni anticipate e credo che sia lo scenario più probabile”. Sulle voci che vorrebbero una nuova maggioranza formata da 5 Stelle e Partito Democratico il senatore non nasconde le proprie perplessità: “L'ipotesi è numericamente possibile ma la vedo poco percorribile”. E sulle dichiarazioni di Salvini durante il comizio di Pescara (“Se devo mettermi in gioco con un'idea di futuro, lo faccio da solo. Poi potremo scegliere dei compagni di viaggio”), Pichetto sottolinea: “Mi sembra un atto di eccessiva sicurezza: nei comizi si tende a mostrare i muscoli e a scaldare i cuori ma credo che la componente moderata in un futuro governo di centrodestra sia garanzia di un perfetto equilibrio”.

L'onorevole di Fratelli d'Italia, Andrea Delmastro, analizza come “non sia all'ordine del giorno un rimpasto di governo e che si andrà alle elezioni anticipate. Abbiamo sempre detto che l'alleanza con i 5 Stelle era innaturale: ora Salvini ha la possibilità di formare con Fratelli d'Italia una coalizione sovranista che metta al centro dell'agenda di governo infrastrutture, crescita, detassazione, difesa della famiglia naturale, shock fiscale e contrasto all'immigrazione. In pratica si tratta della ricetta trumpiana applicata all'Italia. Siamo favorevoli di correre al voto per dare un governo stabile agli italiani”. E sulla possibilità di formare la coalizione di centrodestra Delmastro avverte: “Forza Italia deve sciogliere alcuni suoi nodi europei perchè oggi le forze sovraniste sono sufficienti a governare da sole la maggioranza del paese e del Parlamento”.

Intanto, mentre a Roma era in atto la discussione politica a colpi di post e dichiarazioni, da Termoli il ministro dell'Interno correggeva il tiro aprendo a nuovi possibili scenari: “Non si è deciso nulla se correremo da soli. Abbiamo un’idea di Italia per i prossimi cinque anni che sottoporremo a chi la condivide con noi”. Forse, i recenti sondaggi della scorsa settimana diffusi da Youtrend per l'agenzia Agi potrebbero aver persuaso il leader del Carroccio a rivedere i propri progetti dal momento che i numeri per una vittoria in solitaria non sono ad oggi realistici: la Lega, infatti, si assesta sul 36,8 %, con il Pd fermo al 21,7% e il Movimento 5 Stelle al 17,6%. A ruota seguono Forza Italia (7,3%) e Fratelli d'Italia (6,4 %), che se sommati insieme alla Lega sarebbero sufficienti per dar vita ad un'ampia maggioranza.

Se, invece, sarà alleanza con Giorgia Meloni(FdI), senza Forza Italia, Salvini potrebbe ottenere comunque il premio di maggioranza. Un trend che si conferma  anche nell'ultima rilevazione Ipsos, con il Carroccio intorno al 36%, con FdI addirittura al 7,5% e Fi al 7,1%. Ora la palla passa al “Capitano” e per capire quali saranno i prossimi passaggi occorrerà attendere poco tempo prima di lasciarsi alle spalle un'estate sempre più da bollino rosso.

 

g. c.

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