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POLITICA | 08 agosto 2019, 07:00

"Scuolabus, battaglia vinta". Soddisfazione di Patelli, Pella e Anci

Approvato dal Consiglio dei Ministri il decreto scuola che include il salva-scuolabus. Patelli: “Il costo dello scuolabus per le famiglie sarà minore di quanto spenderà il Comune per erogare il servizio. E in qualche caso, volendo, anche gratuito”. Ok del governo anche all'emendamento per la messa in sicurezza degli edifici.

"Scuolabus, battaglia vinta". Soddisfazione di Patelli, Pella e Anci

Ancora prima del previsto, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto “scuola” in cui è contenuta la norma che chiarisce e supera la recente delibera della Corte dei Conti, che pareva escludere qualsiasi discrezionalità per l'azione amministrativa dei comuni sul trasporto scolastico. “Le famiglie non saranno gravate del costo del trasporto e i Comuni, se i loro bilanci lo consentiranno, potranno intervenire per andare incontro alle famiglie”. A confermare il provvedimento che inizialmente sembrava calendarizzato per la discussione il 9 agosto è l’onorevole Cristina Patelli, componente della Commissione Cultura, che in Parlamento è stata la portavoce delle necessità di molti Comuni, fra cui quelli montani, di trovare una soluzione a quello che sembrava un freno alla possibile gratuità del servizio scuolabus”. 

“Fortunatamente l’attenzione del ministro Bussetti ha fatto sì – spiega ancora Patelli - che il Governo recepisse la necessità di correggere ciò che a tutti gli effetti sarebbe stato un problema serio per la totalità dei sindaci. E di conseguenza per le famiglie. Si supera così un problema che è stato particolarmente sentito nelle zone rurali e montane e nei piccoli Comuni”.

Tra i rappresentanti del territorio che si erano attivati per primi il deputato Roberto Pella. "Il chiarimento legislativo - dice l'on. Roberto Pella, vicepresidente vicario di ANCI nazionale e sindaco di Valdengo (BI) - è molto importante per i Comuni, in particolare per i più piccoli e per i territori a rischio di spopolamento. La norma approvata dal governo va nella direzione auspicata dall'ANCI".

E ancora. "La norma sul trasporto scolastico contenuta nel decreto istruzione, approvato ieri sera dal Consiglio dei Ministri, risponde in modo chiaro alle preoccupazioni rappresentate dai sindaci e dall'ANCI. Siamo molto soddisfatti, abbiamo vinto una battaglia importante. I Comuni, nell'ambito della propria autonomia e nel rispetto degli equilibri di bilancio, potranno continuare a gestire il servizio scuolabus come hanno fatto finora mentre per le famiglie non cambierà nulla". Così il presidente di ANCI Piemonte Alberto Avetta, il primo a farsi carico insieme ad ANCI nazionale delle istanze dei sindaci, preoccupati dal pronunciamento negativo della Corte dei Conti piemontese, interpellata da un Comune del novarese in merito alla possibilità di contribuire alle spese per l'erogazione del servizio di trasporto scolastico."ANCI si era attivata immediatamente scrivendo al Ministero dei Trasporti e al MIUR - ricorda Avetta - diverse le interrogazioni e gli ordini del giorno presentati in modo trasversale in Parlamento".

Il testo del decreto chiarisce che «Fermo restando l’articolo 5 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 63, la quota di partecipazione diretta dovuta dalle famiglie per l’accesso ai servizi di trasporto degli alunni può essere, in ragione delle condizioni della famiglia e sulla base di delibera motivata, inferiore ai costi sostenuti dall’ente locale per l’erogazione del servizio, o anche nulla, purché sia rispettato l’equilibrio di bilancio di cui all’articolo 1, commi da 819 a 826, della legge 30 dicembre 2018, n. 145».  Soddisfazione inoltre per l’approvazione definitiva dell’emendamento ANCI sulla programmazione degli interventi antincendio nelle scuole.

"Finalmente i Comuni - dicono Pella e Avetta - avranno la possibilità di pianificare interventi triennali per la messa in sicurezza, attraverso un piano triennale straordinario 2019-2021 e lo stanziamento di risorse adeguate da parte del Ministero. Un risultato che risponde alle esigenze rappresentate dall'ANCI, dalle Città metropolitane e ovviamente dai Comuni, soprattutto da quelli più piccoli".

comunicato f.f.

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