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In Breve

| 01 agosto 2019, 08:51

Serata sulla radio e rally Lana a Veglio. Bologna: “Un salto in un passato che non tornerà”

Emozione e passione hanno avvolto la sala di Denis Arreda alla Romanina lo scorso 18 luglio. Una serata di racconti di un bel pezzo di storia della radio e del rally Biellese

Serata sulla radio e rally Lana a Veglio. Bologna: “Un salto in un passato che non tornerà”

“Una serata perfetta, un salto in un passato costruito insieme e che non tornerà “, commenta Roberto Bologna uno dei pilastri del Rally della Lana ieri e oggi, ospite all’evento dello scorso 18 luglio alla Romanina di Veglio “Radio Rally”. La serata è andata oltre ogni più rosea aspettativa, presenti tanti appassionati, vecchi piloti, vecchi cronisti e giornalisti delle maggiori radio private degli anni 70-80. “Abbiamo iniziato a raccontare alle 21 del rapporto stretto tra Rally, radio e persone – spiega Bologna – e la gente non andava più via. Continuavano a farci domande ammirati e incuriositi da come funzionasse allora la comunicazione durante il rally della Lana. Abbiamo raccontato un bel pezzo della storia del Rally e della radio a Biella, è stato molto emozionante per tutti”.

La radio privata, allora, era l’unico mezzo di comunicazione con il quale informare la gente di qualsiasi novità, imprevisto e anche per tenersi aggiornati sulla classifica. Durante la serata nel salone di Denis Arreda, dove è presente la mostra del Rally Lana dal 1973, tanti aneddoti curiosi hanno intrattenuto gli ospiti e strappato un sorriso nostalgico ai narratori. Partendo dalle difficoltà per installare linee telefoniche, al chilo di gettoni per comunicare con la sala stampa tempi ed eventuali rallentamenti, fino alle serate intere dedicate al rally da parte di tutti i presenti, ancora appassionati dello sport. “La passione muoveva tutti noi. Pensate che una persona stava tutta la notte e tutto il giorno a Bielmonte a tenere accesso un vecchio camioncino che alimentava un ripetitore di segnale – racconta ancora Bologna -. Si andava a chiedere dentro le case vicine al percorso per potersi agganciare a una linea telefonica. È stata un’avventura. Oggi con i nuovi mezzi di comunicazione e con il telefono tutto arriva in un attimo, la sala stampa viene allestita quasi unicamente con un computer, tutto è nuovo e veloce, ma abbiamo perso molta poesia”.

a.z.

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