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CRONACA | 25 luglio 2019, 11:15

Anche i biellesi piangono la morte di Rutger Hauer. Nel 2011 recitò a Candelo e si perse nei boschi di Borriana

Il divo olandese è mancato all'età di 75 anni per un tragico scherzo del destino nello stesso anno in cui perì il suo personaggio in "Blade Runner". Amante dell'Italia, recitò a Candelo nel film "Dracula 3D" e in "The Broken Key", pellicola ambientata anche a Rosazza.

rutger hauer blade runner

“Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhäuser. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire”.

Quanti, in queste ore, stanno ripetendo o riguardando uno dei monologhi cult della storia del cinema. Parole indelebili pronunciate, nel film di fantascienza Blade Runner (1982), dal replicante Roy Batty, impersonato dall'attore olandese Rutger Hauer, scomparso il 19 luglio scorso, all'età di 75 anni, a causa di una breve malattia, come confermato dal suo agente, Steve Kenis. I funerali del noto attore si sono celebrati ieri in Olanda.

Ex marinaio su una nave mercantile, elettricista e anche carpentiere, Hauer ha recitato in più di 150 pellicole, tra cinema e televisione, muovendo i primi passi in una serie tv ambientata nel Medioevo nei panni del cavaliere Floris. La svolta nel 1973 con Fiore di Carne del regista di Basic Instinct e da lì il successo con I falchi della notte (1981), Ladyhawke (1985) al fianco di Michelle Pfeiffer, The Hitcher (1986), La leggenda del Santo Bevitore (1988), Sin City (2005) e il primo capitolo della trilogia di Christopher Nolan dedicata all'Uomo Pipistrello, Batman Begins (2005).

Amante del bel Paese, Hauer ha preso parte a diverse pellicole italiane (tra cui anche The Broken Key, ambientato anche a Rosazza), recitando perfino al Ricetto di Candelo, nell'ultimo film di Dario Argento Dracula 3D, nei panni di Van Helsing. Molti furono gli appassionati biellesi di fantascienza che raggiunsero il borgo medievale in quei giorni (compreso il sottoscritto!!!) per strappare un autografo o una foto in compagnia del divo olandese. Ma sui giornali locali ci finì anche quando si perse (durante una pausa delle riprese del film) nei boschi di Borriana, dove la sua auto rimase bloccata a causa di un tronco d'albero. La macchina dei soccorsi si mosse velocemente e, secondo la leggenda, nessuno riconobbe il volto dell'attore. Almeno fino al suo ritorno a Candelo, sul set del film.

Ma sicuramente tutto il mondo lo ricorderà nel ruolo, intenso e drammatico, del replicante smanioso di vita nel capolavoro diretto da Ridley Scott e ambientato in una Los Angeles distopica dell'anno 2019. Un tragico scherzo del destino ha voluto che la morte lo chiamasse proprio nell'anno coincidente con la fine del suo personaggio destinato all'immortalità. Forse, anche per questo, il mondo del cinema e parte del Biellese si stringe ancor di più intorno alla sua figura.

g. c.

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