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Biellese Magico e Misterioso | 21 luglio 2019, 08:00

Biellese magico e misterioso: Il “Nido del pettirosso” di San Carlo e la “figlie del bosco” sopra Sordevolo

A cura di Roberto Gremmo

Biellese magico e misterioso:    Il “Nido del pettirosso” di San Carlo e la “figlie del bosco” sopra Sordevolo

  Gli elfi e le fate della val dl’Elf facevano grandi feste sul colle di San Carlo sopra il santuario di Graja ?

  Ovviamente, trattandosi di figure leggendarie, nulla di reale sappiamo della loro magica esistenza.

   Ma se davvero “ghignarèl”, “spitascé” e “faje” della val dl’Elf dovevano scegliere un luogo dove danzare e folleggiare insieme non potevano trovare un posto migliore che il colle alto 1028 metri sopra la splendida vallata del Biellese occidentale.

   Il poggio é facilmente raggiungibile dal Tracciolino, salendo o da Urupa o da Graja, lo si trova poco discosto da Bagneri, lo si raggiunge con un sentiero ben curato e al centro del suo pianoro più importante troneggia l’imponente (in alta montagna !) costruzione della chiesa di San Carlo, residuo del gigantesco ma incompiuto progetto secentesco del “Sacro Monte”.

   Ma il luogo delle feste, queste sì reali, é l’alpeggio ben restaurato prospiciente la chiesa, circondato da un affascinante bosco di betulle, diventato ormai da decenni il “Nido del Pettirosso”.

  E’ stato un gruppo di appassionati gitanti di Occhieppo Inferiore a trasformare con anni di lavoro volontario l’anonima baita del colle in un circolo ricreativo, un luogo ameno di grandi banchetti rustici, un ambiente dove l’animo si rasserena guardando il magnifico panorama in lieta compagnia.

    Ricordo bene d’essere salito da bambino ad uno dei convegni organizzati d’estate dal “Circolo del Pettirosso” dei Cép Sota e non posso dimenticare l’atmosfera di fraternità, la gioia di vivere che tutti manifestavano ed  il senso comunitario dell’incontro.

   All’epoca, si parlava meno del pettirosso, simbolo del circolo e maschera di Occhieppo Inferiore ma si preferiva, con un po’ di malizioso doppio senso, usare il termine piemontese “Picio Ross”, nome dell’ uccello ma che indica il membro maschile.

  Innocenti espedienti linguistici per suscitare allegria e spensieratezza.

   Al “Nido del pettirosso” tutto é sempre pronto per accogliere i gitanti per conviviali “marende snòjre”, i tavoli sono lindi e puliti, sparsi per tutto il bosco e diverse fontane, fra cui una grandissima con la forma d’un albero, gettano acqua in abbondanza. 

   Ovviamente, però, gli amici del “Pettirosso” salgono al loro accogliente nido solo qualche domenica d’estate e negli altri giorni il ritrovo montano resta deserto.

    Ecco perché troverei naturale che gli elfi e le fate vi si rechino, silenziosi e guardinghi, uscendo dalle felci dove stanno nascosti, utilizzando queste comode strutture per i loro convegni.

    Sono o non sono i guardiani delle fonti ? Dove ne possono trovare così tante, tutte assieme, fresche e dissetanti ? Dove trovano tavole e panche sempre pronte ad accoglierli ? 

   Le mie sono fantasie, ma che nascono dalla magia incontaminata della nostra vallata, una regione che, per fortuna, ha ispirato anche diversi, validi scrittori e poeti.

  E’ recente l’uscita del romanzo “Le impure” del giovane ma già affermato scrittore Matteo Bertone (Nero Press Edizioni, nerocafe.net, pag. 190) che narra di streghe, masche ed esseri misteriosi di Sordevolo e della val dl’Elf.

   Una delle pagine più intriganti ed evocatrici é quella dove Bertone descrive l’incontro della nonna con le figure fantastiche dei boschi, le “Figlie del bosco”, fate o ‘masche’ della val dl’Elf che danzavano felici nelle radure selvose al chiaro di luna, alla luce dei falò, “con maschere di animali sulla testa”, al ritmo di tamburi ed al suono d’un flauto.

    Mi piace pensare che, nascoste a tutti, unite agli elfi giocherelloni, queste figure fantastiche ed irregolari, ribelli al mondo moderno, vivano una vita di gioia e divertimento infinito, riunendosi sul colle di San Carlo, al “Nì dël picio ross”, quando non c’é nessuno.

  Saremo grati a chi vorrà segnalarci realtà analoghe a quelle esaminate in questo articolo scrivendo a storiaribelle@gmail.

   Per approfondire questi argomenti segnaliamo un libro pubblicato da Storia Ribelle casella postale 292 - 13900 Biella.

Roberto Gremmo

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