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Cronaca dal Nord Ovest | 19 luglio 2019, 14:47

Ucciso dalle botte dei genitori, l'inferno di Nicholas - Cronaca dal nord ovest

Trovate fotografie raccapriccianti sui telefonini di Gaia Russo

Ucciso dalle botte dei genitori, l'inferno di Nicholas - Cronaca dal nord ovest

Sui telefonini di Gaia Russo, la madre di Leonardo, il bambino di neppure due anni ucciso il 23 maggio nella sua casa di Novara, e del compagno di lei,  Nicholas Musi, ci sono fotografie raccapriccianti: si vede il piccolo con evidenti segni di percosse sul volto. Si tratta in realtà di foto generiche, di momenti di vita familiare (ai giardini, in casa, ad una festa di compleanno), nelle quali però il piccolo appare con un occhio nero o con una ferita sulla fronte. ​

Per la Procura, che ha indagato Gaia e Nicholas per omicidio volontario (lui è in carcere e lei agi arresti in una comunità protetta, perché è in attesa di un altro figlio) è fondamentale datare quelle foto. Per fare questo il magistrato ha ordinato una perizia sui telefonini. Gli inquirenti sono alla ricerca della prova definitiva che dimostri che Leo era vittima di maltrattamenti da tempo, almeno un mese. Guarda caso, il periodo in cui si erano diradate le visite di Gaia e del piccolo Leonardo ai suoi genitori.

La morte di Leonardo (gli è scoppiato il fegato per una fortissima pressione esercitata sul suo corpicino) sarebbe dunque stata non il frutto di un episodio isolato, ma solo l’ultimo episodio di una serie di maltrattamenti. Di fronte ad elementi di questo genere la madre Gaia avrebbe difficoltà a sostenere, come ha fatto finora, di non aver mai saputo nulla.

Dal nostro corrispondente di Novara

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