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SPORT | 17 luglio 2019, 07:00

Storie di sport: Adolfo Monteferrario, con la passione per le moto ha segnato la gioventù di tantissimi biellesi

monteferrario

Adolfo Monteferrario

Un pezzo di storia del motociclismo, un piccolo grande uomo per moltissimi anni punto di riferimento nel mondo dello sport motoristico che tutt'ora continua la sua attività agonistica e con un pensiero ben definito: "Praticare sport è importantissimo: fa bene al fisico, alla mente ed è socialità. Quando mi alleno mi sento realizzato, avrei voglia di farlo continuamente e tutt'ora partecipo a diverse gare".

Dalle prime parole si capisce chiaramente il pensiero di Adolfo Monteferrario, in arte il "Monte", e qual'è stato il motivo trainante della sua vita. Classe 1944, ovvero 75 anni e non sentirli, una vita passata tra concessionaria moto e sport; un abile meccanico e un amore incondizionato per il Trial, lo sport motociclistico che richiede equilibrio concentrazione e alte capacità tecniche. Nato in mezzo alle moto, il Monte diventa dapprima un ottimo giocatore di calcio nel Vigliano e nel Valdengo Cadore fino al 1970, quando inizia a fare del moto alpinismo con le prime moto da regolarità modificate in proprio "da Trial".

Il 1972 è poi l'anno delle prime gare, con gli amici Lucio Zegna, Giuseppe Scarlatta, Giorgio Leone, Giampiero Facelli, Benedetto Sambui, Sandro Casalegno e Bruno Biondi. Adolfo Monteferrario è già figlio d'arte: il padre Ugolino, soprannominato "Il Golo", era il famoso sidecarista su strada che partecipò a vari circuiti cittadini con Ferruccio Scanzio, correndo su di una "Gilera otto bulloni". In quegli anni era già titolare dell'officina di via Milano, a Vigliano.

Cresciuto professionalmente con suo padre che caratterialmente non faceva sconti a nessuno, Adolfo è stato per moltissimi anni il riferimento di tutti gli appassionati delle due ruote in fuori strada del Biellese e dalla regione in generale: per molti anni, la concessionaria di Vigliano è stata un punto di riferimento per conoscere da vicino le novità del settore di quell'epoca, contribuendo a far crescere uno sport bello, tecnico e fisicamente impegnativo come il Trial.

Newsbiella ha incontrato il Monte per ripercorrere con lui alcuni momenti importanti della sua vita sportiva e professionale, che hanno portato in provincia la moda degli sport motoristici tra cui Trial e Regolarità. "La gente guardava incuriosita quando salivo sui massi o qualsiasi asperità del terreno con queste moto molto strane - ricorda Adolfo Monteferrario - ma sempre di più si avvicinavano e volevano provare.  Quando portai a casa la prima moto da trial mio padre e mia moglie furono lapidari: 'non ne venderai nemmeno una' mi dissero... Mai tale profezia fu fortunatamente più sbagliata. Poi iniziai subito ad iscrivermi alle gare e al primo appuntamento agonistico in assoluto della mia vita; appena arrivato sul campo di gara al sabato vendetti immediatamente la mia moto, una Ossa, che incontrò il gradimento di molti. Tornai a casa e lavorando sino a tarda notte ne preparai subito un'altra e la domenica mattina mi presentai regolarmente ai nastri di partenza".

Monteferrario ha corso con tutti i grandi del trial, da Giovanni Tosco, Ettore Baldini, Fulvio Adamoli e Albino Teobaldi e, nella sua officina e grazie alla sua guida, sono cresciuto anche io, vincendo il titolo di campione Italiano di trial nella categoria Junior 350 e facendo parte svariate volte della nazionale Italiana. Il Monte ha fatto divertire moltissime generazioni di motociclisti perché era capace di coinvolgere amici e clienti allo stesso tempo. Spesso la sua passione andava al di là dell'aspetto commerciale, anche se si è sempre dimostrato un imprenditore attento e capace. Per molti anni è stato il punto di riferimento biellese e piemontese del fuoristrada e da quando ha iniziato a vincere le gare e i campionati regionali tutte le domeniche un gruppo sempre più numeroso di atleti si muoveva dall'officina di Vigliano per andare ad allenarsi con il Monte.

"I ricordi sono tantissimi e belli - commenta ancora Adolfo Monteferrario - il nostro era un bel gruppo, composto di amici fraterni e conoscenti, ci si divertiva e si stava bene insieme, ma mi salta sempre in mente un aneddoto divertente, che ancora oggi raccontiamo davanti ad caffè al bar. Eravamo agli inizi del Trial, il sabato c'era sempre fermento in concessionaria. Ad un certo punto si presenta un signore, ricevuto da uno dei miei amici trialisti. Aveva una moto strana, mi avvisarono, e a lui dissero 'ma dove vuoi andare con quella moto?'. Ebbene, quel signore era Giovanni Tosco, pluricampione Italiano di Trial, ed era venuto a trovarmi con una moto sperimentale... Il mio amico capì di aver preso un abbaglio e ancora oggi ridiamo di quella vicenda".

Non solo trial da Monteferrario: è del 1982 il progetto di partecipare all'enduro del Touquet, in Normandia, una gara durissima sulla sabbia. Tra 1200 partenti il Monte si classifica 180esimo con un gruppo di biellesi tra cui Paolo Conta e Bruno Biondi. Continua la parentesi enduristica con la crescita dei due figli, Dario e Marco che, dopo essere stati avviati al trial dal padre, scelgono l'enduro iniziando a partecipare con successo alle prime gare, scalando le vette nazionali e internazionali e partecipando a diverse Sei giorni con la maglia azzurra della nazionale Italiana. Dario e Marco hanno anche vinto campionati regionali e un campionato italiano ciascuno.

Poi la vita ha portato la famiglia Monteferrario a cambiare radicalmente alcune situazioni: Adolfo ha deciso di affittare l'attività e i locali, Dario e Marco si sono dedicati con successo ad altre attività. Il Monte è rimasto sempre lo stesso, continuando a fare Trial e a partecipare a vari trofei (tra cui il Samar). Tutt'oggi si allena tutti i sabati con il sempre presente Giampiero Balocco, insieme a Destro Megetto e a tanti altri amici che continuano a condividere la sua passione.

Mauro Benedetti

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