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POLITICA | 16 luglio 2019, 13:00

L’Assemblea dei sindaci scommette sull’elettrico con Enerbit: Previste 746 colonnine di ricarica per il 2031

Nel 2031 le auto elettriche nel Biellese saranno 56 mila secondo lo studio di fattibilità commissionato a Enerbit al Politecnico di Torino. Maggia: “Adesso procederemo in modo celere per la formazione del bando”

L’Assemblea dei sindaci scommette sull’elettrico con Enerbit: Previste 746 colonnine di ricarica per il 2031

Previste 56 mila auto elettriche in tutto il Biellese per il 2031, per ricaricarle tutte ideale sarebbe posizionare 2450 colonnine di ricarica accelerata (80%) fino a 22 kw/h e veloce (20%) da 22 a 50 kw/h, sul territorio. Il numero è stato  ridimensionato a 746 stazioni di ricarica, tenendo conto di rischi e valutazioni della pianificazione economico finanziaria, 1/3 del numero ottimale ma tuttavia di più che sufficiente copertura.

Questa la previsione dello studio di fattibilità commissionato da Enerbit per la realizzazione di una rete per la mobilità elettrica presentato ieri in Provincia all’Assemblea dei Sindaci, dagli ingegneri del Politecnico di Torino Marco Tadei, Alberto de Marco e Radu Bojoi. Lo studio, articolato in 2 fasi per pianificazione di mobilità, economico finanziara ed energetica, è stato introdotto da un entusiasta presidente di Enerbit, Paolo Maggia. Maggia ha richiesto una votazione dei sindaci presenti, per poter rendere concreto il progetto con un PPP (Partenariato Pubblico Privato). I comuni consorziati diventerebbero i committenti, con Enerbit come unica stazione appaltante e finanziato da un privato attratto dal progetto innovativo sul territorio con una concessione stimata a 20 anni per rientrare dell’investimento. Lo scenario di investimento per la realizzazione del progetto, adeguato e autosostenibile, sarebbe a costo 0 per i comuni e ammonterebbe a un massimo di 25 milioni in 10 anni per il soggetto privato, con redditività finanziaria sostenibile e ricavi positivi riscontrabili nel lungo periodo.

Una scommessa sul futuro quella che è stata votata ieri nel palazzo della Provincia. “Questa è una scelta di strategia – commenta il vice presidente della Provincia, Emanuele Ramella Pralungo - . Il futuro, oggi come oggi, è l’elettrico. Dobbiamo decidere se il pubblico vuole gestire questa partita o tirarsi fuori e rimetterla ai privati che probabilmente interverranno a macchia di leopardo eliminando le vallate”. Tante le domande dei sindaci, compreso Claudio Corradino sindaco di Biella che ha interrogato gli esperti sulla possibilità che questa scelta negli anni diventi obsoleta con la velocità dell’innovazione tecnologica. Gli ingegneri hanno risposto tecnicamente e con logica a tutti i quesiti, inclusi nello studio di fattibilità con dovizia. In conclusione la votazione ha visto la maggior parte dell’assemblea favorevole a rilasciare il mandato, nessun contrario mentre i comuni di Pollone, Pettinengo, Cossato e Strona si sono astenuti.

"Partiremo subito con la realizzazione del bando in modo celere  - commenta Paolo Maggia - . Per partire il prima possibile". L’intervento sul territorio, dallo studio, avverrà in maniera incrementale. Nel 2020 verranno posizionate le colonnine nei primi 5 comuni già identificati in Biella, Valdengo, Sandigliano e Valdilana nelle località di Valle Mosso e Mosso. Nel 2023 le stazioni verranno collocate in altri 15 comuni, nel 2026 in 42 comuni fino a completare il posizionamento in tutti i 78 comuni del Biellese.

a.z.

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