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POLITICA | 15 luglio 2019, 18:48

Caso Bonadio: botta e risposta tra il segretario regionale Pd Paolo Furia e l'assessore Elena Chiorino

Furia: "Una scelta imbarazzante", replica Elena Chiorino: "Non è dipendente regionale e non ha mai preso soldi".

Paolo Furia e Elena Chiorino

Paolo Furia e Elena Chiorino

La presenza di Ivano Bonadio, ex poliziotto che ha patteggiato una pena di due anni e nove mesi nel 2015 per i reati di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio e accesso abusivo al sistema informatico, con l'assessore in Regione Elena Chiorino, ha aperto subito una polemica a distanza con il segretario regionale Pd, Paolo Furia. “Una scelta imbarazzante dell'assessore regionale Elena Chiorino -incalza Furia-. Desta meraviglia e stupore la scelta dell’Assessore regionale Elena Chiorino di assumere nel proprio staff, pagato dalla regione Piemonte, l’ex poliziotto Ivano Bonadio, come si apprende da fonti giornalistiche. L’uomo, va ricordato, ha patteggiato per delle accuse molto gravi, tra cui quella inquietante di aver utilizzato la sua posizione di pubblico ufficiale per accedere a dati sensibili e riservati di migliaia di persone ed averli ceduti a terzi. Sappiamo che l’on. Delmastro, capo locale di Fratelli d’Italia (il partito di Elena Chiorino) è stato l’avvocato del fortunato nuovo staffista. In questi anni Fratelli d’Italia non ha mai mancato di attaccare, denunciare, accusare i 'cerchi magici degli altri', che esistessero o meno. Si aspetterebbero dunque scelte meno imbarazzanti e più libere da parte di un assessore che oggi deve rappresentare gli interessi di tutti i piemontesi e non solo degli amici 'camerati'. D’altra parte già in qualità di sindaca di Ponderano, la nostra Assessora dimostrava ben poca autonomia politica: una qualità fondamentale ma così rara in questa giunta regionale".

Da questo la replica di Elena Chiorino. "Precisiamo subito che Bonadio non è dipendente regionale, mi ha solo aiutata dandomi il cambio alla guida dell'auto in alcune situazioni. E per questo non ha mai preso soldi nè dalla Regione nè dalla sottoscritta. Immaginando un possibile lavoro nero, avevo cercato di capire se fosse opportuno o meno prevedere un contratto di collaborazione gratuita. Cosa che poi non si è mai formalizzata". 

f.f.

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