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ATTUALITÀ | 15 luglio 2019, 19:00

Verso la Pedemontina, Ramella: “Un solo problema. Parte della strada è ancora della Provincia”

L’iter per la realizzazione della strada veloce che collega Biella a Ghemme volge al termine, ma “c’è un problema a monte: parte della strada non è di proprietà dell’ANAS, è un anno che devono fare un DPCM per trasferire le competenze"

Verso la Pedemontina, Ramella: “Un solo problema. Parte della strada è ancora della Provincia”

Dal punto di vista del contenuto progettuale nulla è cambiato rispetto al progetto già discusso e sviscerato nell’ultima conferenza dei servizi tenutasi a Torino, ad inizio anno, nella sede della Regione Piemonte. La Pedemontana con corsie a doppio senso di marcia, collegherà la superstrada di Biella all’A26 con una strada veloce a 3 ingressi: Masserano, Roasio e Gattinara. L’incontro di venerdì 12 luglio al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è stato un ulteriore passaggio obbligatorio per l’aggiornamento della Valutazione di Impatto ambientale, di competenza Ministeriale, a seguito del progetto definitivo presentato da ANAS. All’incontro erano presenti, oltre ai Ministeri, la Regione Piemonte, la Provincia di Vercelli, di Novara e di Biella, i Comuni di Ghemme, Romagnano Sesia, Gattinara, Lozzolo, Roasio, Brusnengo e il Consorzio di Bonifica della Baraggia e del Biellese.

Sembra che solo la Provincia di Biella, con la voce del vice presidente Emanuele Ramella Pralungo abbia qualcosa da ridire. “Il nocciolo del problema è che parte della strada ancora da costruire, ovvero quella da Masserano – commenta Ramella Pralungo – non è dello Stato ma della Provincia. Da un anno devono trasferire la competenza con un DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri), ma ancora non è stato fatto. Il lavoro da fare è lungo e andrà avanti, abbiamo anche richiesto la realizzazione delle dovute piazzole di sosta nel tratto superiore da Biella a Masserano per poter aumentare il limite dai 90 ai 110 km/h”.

Altre criticità sono emerse soprattutto per quanto riguarda le indagini archeologiche che si è manifestata più “gravosa” rispetto a quella preventivata. Con la Soprintendenza è già stato studiato e messo appunto un piano per indagini più approfondite soprattutto nelle zone ad alto rischio di presenza di reperti. Tutti gli altri enti hanno dato espresso parere favorevole con indicazioni o prescrizioni per migliorare il progetto presentato.

Il fattore tempo è un aspetto determinante, da un lato per non perdere i finanziamenti che coprono l’intero investimento per la realizzazione dell’opera e per le sue opere compensative e dall’altro perché tutte le valutazioni economiche ormai sono “vecchie” di tre anni e quindi i prezzi non sono aggiornati ad oggi. Una buona notizia è stata la proroga del fondo “Sblocca Italia” che garantisce lo stanziamento di 80 milioni di euro per la Pedemontana fino al 2021.

a.z.

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